venerdì 27 novembre 2015

Troppo caldo, troppo freddo

Sono passati pochi mesi da questo afoso agosto 2015, e dalle interminabili discussioni sull'aria condizionata dei nostri "open space". Eravamo tutti d'accordo sul fatto che non funzionasse bene, ed anche i tecnici arrampicati sulle nostre scrivanie non ne sono venuti a capo. Certo è che non sono mancate le polemiche su chi veniva troppo scollato e per questo sentiva il freddo, chi aveva le caldane e per questo sentiva il caldo, chi cercava di direzionare il flusso freddo più lontano o più vicino al suo collo.

Adesso ci risiamo. I soliti tecnici si sono nuovamente arrampicati sulla mia scrivania con mille scuse, infilando la testa nei condotti dell'aria, parlottando tra loro, cambiando qualche pezzo, dimenticandosi qualche strumento sulle nostre scrivanie, e lasciando il nostro ufficio senza una spiegazione. Marito, che non dorme col piumone neanche in inverno e che ha sempre caldo (e fame, anzi soprattutto fame), protesta: le sue orecchie sono rosse dal caldo ed in effetti il microclima della sua scrivania segna un bel 25,6 gradi. Pochi metri più in là io godo di un bel 23, ma c'è qualcuno che teme l'intervento di Marito con una nuova chiamata della manutenzione per abbassare la temperatura di qualche grado.
Di nuovo non se ne viene a capo, la Di si rifiuta di aprire un po' la finestra protestando che le si blocca il collo, la Spina sceglie di portare avanti la causa dei pannelli "Liberiamo i pannelli da tutti i fogli incollati col nastro adesivo!", qualcuno vaga atterrito indossando un bel maglione scuro, qualcun altro è già in canottiera. Ovviamente, non se ne esce.

Al che Marito sorprende tutti con una mossa imprevista: dopo 6 anni cambia posto di scrivania e si allontana dalle sue Cheerleader, riuscendo finalmente a buttarsi giù le maniche della camicia, riportare le orecchie ad un colore rosato, e concentrarsi sul secondo problema della giornata: il cibo.

mercoledì 25 novembre 2015

Tre giorni e mezzo a Londra con bambini, bella storia


Preparazione e Consigli: Per prepararmi al viaggio e scegliere le cose da fare e vedere ho letto la guida "101 Cose da Fare a Londra". Ovviamente sono innumerevoli i siti, blog, o guide cartacee come la Lonely Planet anche in versione mini guida, che potrete consultare, e vi consiglio di farlo per selezionare quello che vi interessa e avere qualche alternativa a seconda del tempo che troverete. Alcune informazioni di base sono:
  • in UK c'è la sterlina. Potrete comodamente ritirare del contante all'aeroporto, anche se per la maggior parte delle spese potrete liberamente usare la carta di credito. Per il ritiro di contante dagli sportelli automatici ricordatevi il PIN della vostra carta;
  • Londra è costosa, rassegnatevi, è davvero difficile fare una vacanza economica;
  • portatevi un adattatore per le prese dei vostri piccoli accessori come caricatore per il cellulare o asciuga capelli;
  • procuratevi una mappa. Io l'ho comprata sull'aereo per 3 euro e mi è stata utile.
  • organizzatevi per il trasferimento dall'aeroporto all'albergo/appartamento/B&B dove alloggerete. Da mia esperienza se siete due famiglie risulta conveniente appoggiarsi ad una agenzia di taxi, invece nel caso di una famiglia è meglio prendere il treno nel nostro caso da London Stansted fino a Liverpool Street, e poi spostarsi con la metro. Il treno impiega un'ora circa, ma è molto comodo e dotato di connessione gratis ad Internet.
  • una volta in centro comprate allo sportello della metro la Oyster card, vi farà risparmiare sugli spostamenti in metropolitana. Allo sportello potrete farvi consigliare sulla migliore tariffa; noi ad esempio abbiamo scelto una tariffa 4 giorni e ci sono avanzati 40 pence a testa. Più la Oyster che se riconsegnata a fine vacanza vi restituirà circa 5 sterline a carta.
  • In ogni ristorante, fast food o pub troverete con molta probabilità qualche giovane italiano che lavora lì. Vi farà piacere, ma vi farà anche riflettere sulla situazione lavorativa italiana.
Giorno 1 (mezza giornata): noi abbiamo alloggiato al Russell House B&B, in Russell Square. Non si può prenotare on line, ma solo telefonicamente. E' comodo, centrale, le camere sono molto piccole, ma pulite, l'accoglienza è ottima, la colazione buonissima, il personale gentilissimo, la famiglia dei proprietari è di origine italiana quindi si parla anche l'italiano. Il primo giorno siamo arrivati piuttosto tardi, quindi abbiamo giusto avuto il tempo di un giretto nei dintorni dell'albergo, che è a due minuti del British Museum, per poi finire la serata Trafalgar Square e cenare al Piccadilly Circus. Lì abbiamo cenato in una pizzeria italiana che ci è stata consigliata, piuttosto buona, a parte la mia pizza con due pelati interi mollati sopra.


Giorno 2: mattina dedicata alla visita del British Museum, un museo davvero bello, soprattutto per ciò che riguarda la parte egizia. Nel pomeriggio abbiamo goduto, passando prima per  Big Ben, del giro panoramico sul London Eye, costoso ma bellissimo, per poi proseguire a piedi lungo il Thames. Una bella passeggiata che consiglio: ci sono giardinetti, locali, negozi, artisti di strada. Abbiamo anche trovato un'area AIG dedicata alla squadra di rugby degli All Blacks, visto che eravamo nel periodo dei mondiali ospitati a Londra, con tanto di Haka in realtà virtuale e prove pratiche su come effettuare mete o passaggi. Siamo infine arrivati Tower Bridge, fino al London Tower. Già verso le 16,30 è troppo tardi per visitarlo e quindi abbiamo rimandato al giorno successivo. Esausti, abbiamo cenato al Pret a Manger, una linea di fast food tendente al biologico ed all'ecologico, proprio di fronte al nostro albergo.

Giorno 3: La mattina abbiamo visitato la Tower of London, da non perdere, con i magnifici gioielli della corona. Un piccolo castello dove in passato hanno avuto residenza i reali inglesi, e che permette di fare un tuffo nel modo di vivere del Medioevo. Dopo, attraverso il verdissimo Green Park siamo arrivati a Buckingham Palace; c'è una sezione degli alloggi reali che è visitabile, ma solo in agosto e settembre. Abbiamo quindi finito la giornata al Natural History Museum, per poi cenare di nuovo al Piccadilly, al ristorante del negozio Rain Forest, molto carino per i bambini. Essendo sabato sera, abbiamo trovato la zona Piccadilly davvero sovraffollata, soprattutto impressionante il numero e lo stato dei giovani ubriachi, insomma non è il massimo per una famiglia con bambini. Inoltre i pub dopo le 18 non permettono l'ingresso dei bambini, anche se ovviamente state solo cercando un posto dove cenare.






Giorno 4: Giornata dedicata ai mercatini. Di mattina il coloratissimo Camden Town, con tutti i particolari prodotti offerti, i corridoi dove perdersi, gli odori da sentire. Se ci capitate, mi raccomando fate un salto al Cyberdog, un negozio davvero particolare nel genere e nei prodotti, dove i commessi e le commesse sono stati davvero gentilissimi con noi che stavamo cercando una maglietta della taglia giusta. Finalmente abbiamo assaggiato il tipico Fish and Chips al Poppie's; buono, ci abbiamo messo fino alla sera per digerire tutto, più una lunga passeggiata in Hyde Park. Quindi eravamo pronti nel pomeriggio per il mercato più piccolo ed ordinato di Covent Garden, e per i suoi bravissimi artisti di strada.

venerdì 13 novembre 2015

Misteri: cocci e omìni

Perché ogni volta che cocci la macchina contro una cancellata o un panettone di cemento, oltre a sentirti una merda compare l'omino a dirti che hai picchiato?

giovedì 5 novembre 2015

Capitano Piddu ed il maledettissimo ponte

Fu in un tiepido martedì di novembre che Capitano Piddu decise di levare gli ormeggi di Barchetta ed intraprendere una mattinata tra i flutti in compagnia di Moglie, mentre Figlioli erano a scuola. Erano settimane che non provava l'uscita dall'ormeggio, ma l'emozione e la voglia di questa gita marina erano così tante che Barchetta scivolò via dalle funi e dalle boe con grande eleganza e sicurezza. Moglie intanto era a prua col mezzo marinaio, pronta ad intervenire in caso di necessità. ma non ce ne fu bisogno. Anche il maledettissimo ponte era per fortuna aperto alle imbarcazioni.




Il maledettissimo ponte era stato messo lì dalle autorità livornesi quasi un anno prima, a collegare la Fortezza Vecchia labronica con la zona dei pescherecci.
Di fatto si tratta di un piccolo ponte girevole che consente l'accesso a piedi alla Fortezza Vecchia, bloccando però completamente, se chiuso, l'accesso al mare o il rientro agli ormeggi delle piccole imbarcazioni da diporto. A meno di percorrere una lunghissima strada marina alternativa lungo il Fosso Reale e quindi attorno alla Fortezza Nuova, o attendere nel canale che venga riaperto. Inoltre il maledettissimo ponte, anche se aperto, non consente il passaggio di più di una barchetta alla volta e crea quindi ingorghi e attese nelle ore estive di punta. Fermare una barca non è come fermare un'auto; la barca non sta certo lì immobile dove vuoi tu, presa com'è a contrastare venti, correnti ed onde. Inoltre non manca certo un ingresso già esistente alla Fortezza Vecchia; quello usato finora è vicino zona di partenza dei traghetti per Corsica e Sardegna, e gode di un ampio ed economico parcheggio. Si vocifera tra i marinai labronici che il maledettissimo ponte sia stato messo lì per usufruire degli incentivi europei e non per offrire un effettivo utile servizio a cittadini e turisti.




Arrivati in mare aperto, Capitano Piddu e Moglie decisero di puntare a nord, avvicinarsi alla scogliera, e muniti di zampa di gallina della socera e totano come esca, di passare il resto della mattinata a caccia di polpi. Un'attività piuttosto rilassante, cullati dalle onde, dal tepore del sole, e carezzati dalla brezza invernale, mentre l'ancora gettata chiusa scarrocciava sul fondo; i frutti vennero verso la fine della mattinata con la cattura di ben numero UNO polpi pescati dallo stesso Capitano Piddu. Si avvicinava l'ora di pranzo ed era ormai tempo di tornare a casa. Al rientro nei canali livornesi, ed alla vista della Fortezza Vecchia, per fortuna il maledettissimo ponte era ancora aperto, e potemmo affrontare l'ormeggio con facilità, salutando infine i turisti tedeschi che passavano con la "Marco Polo" per i fossi in visita al centro storico livornese.

venerdì 23 ottobre 2015

Impallinatrice non centrifugante

Non vedo quale altro nome dare alla nostra vecchia lavatrice, che imprime le impronte a pallini del cestello sugli abiti, e non riesce a centrifugare.

Purtroppo bisogna che la cambi, prima che decolli.

martedì 20 ottobre 2015

Bi proactiv

Riporre il computer portatile del tuo capo in un armadietto, chiuderlo, e non avere la chiave per riaprire l'armadietto.

Questo vuol dire essere proattivi.

Suppongo che chiameremo "Er carota" per forzare la serratura e riavere il PC; e questo è flessibilità!

martedì 13 ottobre 2015

Motivescion

Il mio collega Gi arriva di corsa ed entra nell’Open Space: indossa giacca e scarpe da ginnastica. Elegante, ma comodo, quindi. Si accinge ad affrontare una curva a destra per aggirare una scrivania vuota. Inciampa sulla base a raggiera della poltroncina grigia da ufficio lì accanto. Cade, si sente un rumore sordo, tutti si voltano, attoniti. Gi finisce sotto una scrivania più avanti, gli vedo solo la testa e quasi non lo riconosco. Siamo tutti pietrificati: sarà svenuto o caduto? Ma Gi si rialza, veloce, continua la sua corsetta, raggiunge la sua scrivania, prende il PC portatile, cambia marcia e ancora di corsa esce dall’Open Space col PC in mano, tra lo sguardo esterrefatto di tutti.


Ditemi voi se questa non è motivescion. 

venerdì 9 ottobre 2015

martedì 29 settembre 2015

Con i fornelli ho chiuso

Basta schiavitù in cucina. Basta pasta sciocca (con poco sale n.d.r.), pollo amaro, patate poche, schizzi d'olio, fagioli in pappa, pane nero, pizza tozza, biscotti cotti, pomodori crudi.

Basta, io con i fornelli ho chiuso.

Viva la mensa!

lunedì 28 settembre 2015

giovedì 10 settembre 2015

Individualismo e social network

Stento a capire come l'individualismo imperante si concili con l'era dei social network, dove possiamo condividere tutto, creare gruppi e raccogliere punti di vista ed iniziative. Che sia il proliferare di informazioni inutili oppure scontate che ci fanno mettere un "mi piace" così, tanto per fare, oppure il considerare tutto così virtuale lontano inverosimile. Che sia questo a farci sempre tirare fuori le gambe ed il cuore, ad evitare di coinvolgerci un po' di più, a scagionarci dal fare effettivamente e realmente qualcosa, che si tratti del corpo di un bambino siriano dimenticato su una spiaggia o di un collega che sta per essere cacciato.

Tutto ormai ci scivola sulle dita.

giovedì 3 settembre 2015

Scherzo di merda

Marito è a casa da solo con i bimbi. Io in ufficio.
Squilla il telefono.
"Pronto?"
"Ciao, sono Marito, dobbiamo andare al pronto soccorso"
"Eh??? Perché?"
Comincio a frullare pensieri su cosa possa essere successo su chi possa essersi fatto male su come sia accaduto.
"Dai scherzavo".
In sottofondo sento il Grande che ridacchia.
"Ma te sei scemo!"

Scusate, ma quando ci vole ci vole.


giovedì 27 agosto 2015

Non è stato così difficile finire Anna Karenina

Pensavo peggio. Anzi no, alla fine il libro è scorso via piuttosto velocemente. E dire che tutti mi guardavano con occhio preoccupato quando annunciavo di stare leggendo Anna Karenina.
Ci tenevo a leggere qualcosa di Tolstoj, e certamente leggere Anna Karenina, ambientato in epoca contemporanea all'autore e quindi emotivamente più vicina all'autore stesso, è stato più semplice che se avessi scelto Guerra e Pace.
Mi è piaciuto lo spaccato sulla Russia dell'epoca, sull'aristocrazia russa, le abitudini, la vita dei nobili, la campagna, le stagioni. Mi è piaciuto il personaggio, che l'autore ha saputo anche scavare psicologicamente rivalutando nonostante tutto la figura della donna, costretta da una società che ancora non le riconosceva piena libertà, e per questo talvolta portata a scelte assurde e giudicate disdicevoli. Mi è piaciuto molto lo spaccato sulle riflessioni finali della protagonista, il suo flusso insano di pensieri disperati, mi sono meravigliata di come l'autore sia riuscito a descrivere qualcosa di frenetico e terribile. Forse lui stesso non riusciva a trovare altra soluzione per la sua eroina, che quella tragica che alla fine ha scelto.

giovedì 6 agosto 2015

Le avventure di Capitano Piddu - L'ormeggio



Pronti per il primo ormeggio. Capitano Piddu (alias Marito) l'avrà già provato decine di volte sotto la guida di babbo. Stavolta è diverso, stavolta nessuna guida. Capitano Piddu al timone, io a prua col mezzo marinaio in mano, tenuto come l'asta del salto in alto, stessa delicatezza e stessa decisione, i figlioli usati da parabordi. Capitano Piddu mira il posto assegnato alla Barchetta, ignorando le correnti che animano i fossi livornesi, e si appresta ad infilare il mezzo proprio lì, in quel posto, con una leggera virata. Ma la Barchetta gli va in culo di poppa e sembra girare troppo su se stessa, oltre che puntare a dritta la vicina barca di M.. Col mezzo marinaio provo a spingermi, ma la velocità è troppo alta, adesso arrivo con le mani e mi sembra di tenere l'iceberg lontano dal Titanic. Capitano Piddu sbraita qualcosa, ovviamente vuole dare la colpa a me, dimenticandosi che si chiama Piddu per via di un suo allenatore di rugby che in gioventù faceva la rima "Piddu Gino il contadino", e quindi da contadino a Capitano il salto si sente. Per fortuna interviene un Protettore, vecchia conoscenza di babbo, che notando dal molo la posizione plastica della Barchetta completamente fuori ormeggio, di me a prua che tento di spingere la barca di M. e dei figlioli a fare da parabordi, nonché il visibile panico di Capitano Piddu, con la calma del marinaio di esperienza e con tre semplici mosse di spinta e presa delle cime laterali ci accompagna correttamente all'ormeggio. Entriamo come si infila il tappo su una penna, leggiadri ed indolori, ringraziando infinitamente il Protettore.

La prossima volta andrà meglio.

mercoledì 5 agosto 2015

Chi dorme non piglia pesci

Allora è deciso. Venerdì mattina presto i bimbi vanno a pescare con marito in Barchetta. La preparazione non è venuta fuori così semplice. Quale esca? Quali strumenti? Dove? Ne abbiamo parlato anche in auto ieri, venendo via dal mare.
"Allora venerdì andiamo a bolentino".
Piccolo: "Babbo cosa vuol dire a bolentino?"
Marito: "Vuol dire pescare dalla barca."
A quel punto il Piccolo va su tutte le furie, probabilmente per aver finalmente compreso il significato semplice di una parola complessa che gli ronzava intorno da mesi "E allora dillo subito, dalla barca, no bolentino. Basta con questa parola bolentino!"
Il Grande cavalca la scia del Piccolo "Io non voglio pescare con le aringhe. Le aringhe sono per i pesci predatori".

Sono tutti corrucciati. No aringhe, no bolentino. Barchetta si può dire?

martedì 4 agosto 2015

Nuotando fuori dal blu



Risulterò sicuramente fuori moda. Adesso che è tutto ganzo, e si postano sui social solamente giornate pazzamente divertenti, eventi esagerati, ed anche se così non sono stati, così li si fa apparire raccogliendo decine e centinaia di "mi piace" e prendendo per il culo se stessi oltre che decine e centinaia di contatti. Eppure essere seri pare quasi sia un reato.
Commettiamolo, questo reato.
Per me è un periodo così, "leggermente complicato". Non ho molta voglia di scherzare né, come direbbe il Piccolo, di essere "spumeggiante". Ci sono vari eventi e altre piccole complicazioni che talvolta mi evitano di ridere. Un po' la mia nonna, un po' il lavoro un po' il caldo, un po' le aspettative, queste maledette spine che si chiamano aspettative e che se non le togli ti bucano il culo, un po' il sonno e l'allarme di casa che scatta autonomamente all'una di notte, un po' questo essere donna e quindi così magnificamente complicata.
E' normale e passerà.
Basterà pensarci meglio, riflettere, magari ricorrere alla pappa reale e ad un vestito nuovo, tutto colorato, un po' corto, ma non troppo.
Così riuscirò a nuotare fuori dal blu.

mercoledì 29 luglio 2015

Ah Ah Ah, IMPS che ridere

Troppo simpatici e mattacchioni. Mi hanno mandato addirittura una e-mail per accedere al sistema on line del calcolo dell'età pensionabile e della possibile retribuzione, tutto senza impegno ovviamente. E voilà l'anno probabile della mia pensione sarà il 2040.
Risate e applausi, troppo divertente davvero.
Ah ah.

lunedì 27 luglio 2015

Rientri drammatici

Rientrare in ufficio non è mai facile. Solite rimostranze via e-mail, oppure aneddoti alla macchinetta del caffè.
Un tempo c'erano delle pareti rivestite di lurida o semi-lurida moquette che raggruppavano un piccolo numero di impiegati separandoli dagli altri, e facendo quindi barriera tra te e le scoregge degli altri, o tra te ed il loro puzzo di sigaretta (quando ancora si fumava negli uffici), e poi non c'era l'aria condizionata, ma solo le finestre aperte o chiuse.
Adesso siamo più globalizzati ed anche gli spazi di lavoro sono spazi aperti, "open space", dove per fortuna nessuno può più fumare, dove c'è l'aria condizionata quando fa caldo, e dove puoi ruttare in faccia mortadella al tuo dirimpettaio di scrivania, senza nessuna barriera. Però l'aria condizionata è troppo forte per qualcuno, o troppo blanda per qualcun altro, al che interviene la manutenzione sospettando un guasto. Arriva l'operaio carino, che con gran piacere sistema tutto, ed anche quello sdentato. Se ne vanno. Ma di nuovo qualcuno si lamenta, ce l'ha con quella che dice di avere troppo freddo e le grida "Allora copriti e mettiti una gonna lunga invece di quel fazzoletto sulla topa", che risponde a quello che ha troppo caldo "E te levati di dosso il bomber che ti ci nasce i ranocchi". Insomma è tutto un brontolio, altri si lamentano delle finestre aperte nei bagni forse sono quelle che creano dissesto termico, però se uno ca'a bisogna apri' sennò chissà che puzzo. O addirittura c'è ancora qualcuno che di nascosto fuma nei bagni come ai tempi del liceo?

Bo' sonasega io oggi ciò un sonno bestia. Forse domani mi unirò al coro.

giovedì 16 luglio 2015

Più forte di me

Certo ognuno fa ciò che vuole, ma lunedì al cimitero, proprio fuori dalla chiesetta di S. Tobia, c'erano davvero parecchi bambini, più di dieci e di tutte le età. Quando poi è finita la funzione, in aggiunta ai bambini molti adulti sono debordati fuori dalla cappella ed hanno iniziato a vociare, discorrere, ridere, parlare ad alta voce. Che fosse una commemorazione? Invece no, la bara era proprio lì accanto, e qui rischio quasi di essere truce, ma io e mia sorella abbiamo persino avuto il sospetto che tutte quelle persone fossero addirittura contente per quel decesso. Chi fosse non lo so, noi eravamo lì per nonna Ilva, e chi fossero quelli neanche lo so. Forse qualche comunità religiosa che vive tutto come una benedizione e accetta tutto con felicità. Questo, di nuovo non lo so. Ma quando, finalmente allontanandosi in gruppo, una di loro ha gridato agli altri "Ora si va a bere qualcosa di fresco insieme?" ho risposto io "...perché qui l'apericena non ve l'hanno dato".

Sorry, I couldn't resist (è stato più forte di me).

martedì 14 luglio 2015

Niente fiori, e via di gran carriera

Domenica 12 luglio 2015 - Tutto è stato proprio come volevi tu: niente fiori, e via di gran carriera. E nel dirlo muovevi le mani grandi dalle dita un po' storte.Veloce veloce la cremazione, e poi accanto a zio Dedo.

Rammento più di tutto il vestito rosso che mi descrivevi, e che non potevi mettere per via del fascio, come lo chiamavi tu. Quel vestito così bello e così rosso, vorrei che tu potessi indossarlo ora.

Il senso di assenza è profondo, il bene è grande.

martedì 7 luglio 2015

Poesia - Nonna Ilva

Non è tanto la tua
una lotta tra la vita e la morte,
quanto un non cedere,
con infinita stanchezza.

lunedì 6 luglio 2015

La "passarella"


Dopo il tormentone sulla questione se unificare o meno le province di Pisa o Livorno, e sul fatto di decidere quale delle due dovesse prevalere sull'altra, quale fosse più grande o più antica o più prestigiosa per meritare questa supremazia, quest’estate la stagione balneare si è aperta con l’incubo della “passarella”. Una passarella che deve soddisfare la legge secondo cui “è fatto obbligo ai titolari di concessioni di consentire il libero e gratuito accesso e transito per il raggiungimento della battigia antistante l'area compresa nella concessione, anche al fine della balneazione”. Una passarella che permetta a tutti di accedere gratuitamente al mare e rinfrescare le chiappe dalla calura estiva.
Ovvio che tra i livornesi la cosa non è passata senza polemiche e commenti: c’è chi si sente preso per il culo perché paga l’abbonamento stagionale ai bagni ed a quelli che entrano gratisse ni vorrebbe fare lo sgambetto, chi ha pensato di usufruire della possibilità di una siusky in libertà, chi sostiene che n’importa una sega, e chi s’è messo lì a vedere chi in effetti sarebbe entrato a sbafo.
I gestori degli stabilimenti si sono adeguati alla procedura realizzando la passarella con delle strisce colorate per terra a mo’ di guida dall’ingresso fino alla zona predisposta al tuffo gratuito. Per cui sulla passeggiata di cemento s’è vista pitturare una sottile linea blu colle frecce fino al mare, oppure gialla tratteggiata, a seconda dei gusti insomma. Tanto che all’inizio i bagnanti abitudinari guardavano di qui e di là prima di attraversare la striscia colorata, un si sa mai che passi un bagnante gratuito a corsa per fa’ una bomba e mi stenda; guai a percorrerla seguendo le frecce, a vorte mi scambiassero per uno che un’ha pagato e mi vietassero di ca’a nei bagni dello stabilimento; eppoi potrò tuffarmi anche io nell’area colorata per i bagnanti aggratis oppure mi viene il contorno viola come nella vecchia pubblicità di prevenzione per l’HIV?
Questi i profondi dubbi con cui il bagnante labronico ha affrontato l’inizio della stagione balneare, per poi accorgersi che invece di quell'accesso gratuito non ne usufruisce quasi nessuno. E certo voi mette’ il gusto di arrivare via mare da altri lidi senza farsi sgamare dai bagnini? Approdare gratis dopo una notata, mezzo, e come un pirata beneficiare della struttura mostrando indifferenza e innocenza? Stare quanto ti pare e poi levassi di ‘ulo a piacere? Ne va dell’onore dello spirito cittadino, quello tipico nostro della beffa, dello scherzo e della presa per il culo, quello che passa per le teste di Modì false, per il Vernacoliere stesso e per i tuffi che più schizzano più son belli.

Altro sarebbe, invece, fare la passarella nel bel mezzo di qualche prestigiosa villetta delle nostre scogliere, quelle che perdavvero ti bloccano l’accesso la vista e la brezza del mare per chilometri. Allora si che sarebbe una goduria percorrere la sottile linea blu a fianco di qualche giardino padronale, molla’ un paio di scurreggine nel frattempo, tuffarsi a militare, schizzà tutti i ricconi, e veni’ via belli mezzi e sgocciolanti.

lunedì 25 maggio 2015

Non solo giochi elettronici


Avete mai pensato a quanto tempo possa passare un bambino giocando con una scatola di cartone capace di contenerlo? Provate a portarne una a casa e lo scoprirete.

martedì 19 maggio 2015

Come Tarzan di Raimondo



E' andata proprio così; io che mi lancio con la fune da un albero del Parco Avventura, con tanto di urlo alla Tarzan, esagero con la spinta, mi spiaccico sul grosso tronco di pino mediterraneo.
Risate.
Mal di collo.

venerdì 15 maggio 2015

Visita del prof. dott. Guido Tersilli medico della Mutua





Oggi va così. Se fosse un film americano l'ignoto di turno alzerebbe la testa acclamato dalla folla, ma è un film italiano, quindi più realistico ed anche più ironico.
E non succederà niente.

mercoledì 13 maggio 2015

Riflessioni del piccolo, di prima mattina

"Mamma, e se questo fosse solamente un mio sogno, se noi non esistessimo e tutto questo fosse solo immaginazione?" dice il Piccolo stamani sorseggiando il tè.
"Può essere" rispondo io.
"Eh si, può essere" riprende lui.

Ecco, se questo succede a 9 anni, che cosa mi chiederà a 14?

lunedì 4 maggio 2015

Pensierino (12)

Quando vai nel profondo delle cose diventa difficile distinguere tra giusto e sbagliato.

mercoledì 29 aprile 2015

Tentativo di riscatto

Stamani ho accompagnato un ragazzo cieco che voleva salire sulla LAM blu. Oltretutto stava per inciampare su un panettone di cemento sul marciapiede, che neppure io avevo visto.
Spero che valga come riscatto per la morte dell'uccellino. Poverino!

Stento ancora a capire a cosa serva un panettone di cemento sul marciapiede.


venerdì 24 aprile 2015

!!!

Ho schiacciato un uccellino con la macchina ci sono rimasta di merda.

lunedì 20 aprile 2015

Genitori di Rugbisti



Mi sono chiesta spesso perché ci svegliamo alla 5, prendiamo un pullman, spendiamo, cuciniamo il giorno prima per portare qualcosa da condividere, passiamo le giornate sotto il sole oppure sotto la pioggia, torniamo a casa tardi e poco pronti a ripartire per la settimana lavorativa.
Qualcuno lo fa per vincere, qualcuno per passare la giornata tra amici, altri per provare una nuova cosa o seguire la passione dei figli.
Io lo faccio per le emozioni. Quelle che mi regalano i bambini con la loro passione per il gioco, la loro grinta, la loro motivazione, le loro gioie, a volte le loro lacrime, gli abbracci, l’impegno. Questo va oltre il risultato. Certo non disdegno una finale, gioisco per la vittoria, ma è quando questi bambini danno tanto e si divertono per primi in campo, che mi diverto anche io.



venerdì 17 aprile 2015

Sondaggione

Mal sopporto i questionari cliente che ti propinano dopo aver usufruito di un servizio. Solitamente:

1.       Sono mal posti e troppo lunghi
2.       Servono solo per farti credere che la tua opinione è importante, ma non vengono assolutamente considerati
3.       Ancora peggio, vengono talvolta utilizzati come mezzo per misurare le prestazioni di un operatore con lo scopo di fargli il culo se possibile.

In generale quindi sono una perdita di tempo. Figuriamoci che oggi mi è addirittura arrivato un mail che mi avvisava che mi sarebbe presto arrivato un sondaggio da compilare.
Bene, leggendolo ho già esaurito i due minuti massimi che avrei potuto dedicarci.

martedì 14 aprile 2015

Mai perdere all'antei

"Antei" significa "equilibrio, stabilità". Quando in un combattimento di Judo perdevamo o vincevamo all'Antei, si scatenava l'ira funesta dell'allenatore. Perché essere all'Antei significava che nessuno dei due combattenti aveva portato a termine una mossa significativa o fatto niente degno di punteggio. Praticamente si era trascinato il combattimento lasciando che il tempo scorresse, quasi con noncuranza e indolenza. Il nostro allenatore mal sopportava questa apatia, per cui mai finire un combattimento all'Antei o addirittura perderlo.

Mi ronza in testa da stamani, cazzo ne so.

giovedì 9 aprile 2015

Un digestivo di lusso


Nonna M.: "Ho fatto un bellissimo regalo alla mi' nipote per le nozze d'oro"
Io: "Ah si? Cosa?"
Nonna M.: "Guarda ho spesso un sacco, le ho preso un Brioschi bellissimo, tutto luccicante!"

giovedì 26 marzo 2015

Tanti auguri a me

"Ecco mamma questo è il bigliettino per il tuo compleanno", mi dice il Piccolo.
Notare il cuore a molla, che è piuttosto complicato da realizzare.

Notare inoltre che ho vinto il primo premio come mamma più brava del mondo. Quindi a tutte le altre mamme, grazie per la partecipazione, siete state tutte bravissime, ma non come me.

"Io invece ti regalo questo, così ci compri cosa ti pare", e intanto il Grande mi allunga un euro.
Un compleanno magnifico!

martedì 24 marzo 2015

Poesia

Oggi
non ho fatto come venerdì
che per portare il materasso doppio
ai rifiuti ingombranti
ho sudato
puzzando poi come una capra.
Oggi
ho portato il materasso singolo.
Però cazzo mi sono dimenticata quei due vecchi caschi che dovevo buttare!

lunedì 23 marzo 2015

In Progress

Io: "Con gli anni ti cade tutto, il culo, le tette, e anche i peli che si distribuiscono dalla testa sui baffi e sul mento".
Spina: "Tra pochi anno avremo i piedi di Frodo".

mercoledì 11 marzo 2015

Macchina nova

Abemus macchina nova! Anzi, abemus smart macchina nova.
La macchina nova ti dice quando scalare, addio a quelle belle sgassate tipo tosse da cane lupo o alle grattate di frizione come osso di pollo rimasto di traverso. Lei mi dice quando passare in quarta per consumare meno ed evitare i classici supergiri della mia guida. Non posso più neanche picchiare su un palo durante un parcheggio frettoloso, perché lei fa bip bip, e più mi avvicino più fa bip bip bip velocemente e forte, finché cazzo mi fermo e non picchio. Ieri ad esempio ha fatto bip bip bip anche in prossimità dei rovi "Ma sono solo rovi, hai paura anche dei rovi?" come risposta ha fatto bip bip bip bip più forte.
Insomma non c'è fantasia, non si può sbagliare, sgamo subito i figlioli se non si mettono la cintura, alla partenza mi fa un check up completo e mi dice anche se ho la pressione troppo bassa.
Ma ieri sera è stato il massimo. Ho parcheggiato, e appena prima di togliere la chiave lei mi ha mostrato un istogramma, e sopra l'istogramma c'era una domanda "Aggiornare il profilo di eco consumo carburante?"
...
Ehhhh?

martedì 10 marzo 2015

Rimpianti monarchici?

"...poi tuo figlio maggiore si è iscritto all'università?"

"Non ancora; si è preso un anno sabaudo".

giovedì 26 febbraio 2015

Abbrutimento

Questo è il secondo giorno che passo a casa perché il Piccolo è malato.
Quando sto così tanto a casa mi abbrutisco.
Mi fondo col pigiama, sopra metto un pile vecchio e caldo con la cerniera rotta. Mi costringo a lavarmi, ma solo per questioni igieniche e solo nei punti strategici. Ho indossato per due giorni lo stesso paio di calzini.
In due giorni mi sono cresciuti i peli alle gambe, e su questo gli scienziati dovrebbero porsi delle domande; perché quando una donna sta a casa i peli le crescono più velocemente?
Ho anche il cerume alle orecchie, come Shrek, potrei farci delle candele appunto. Internet è mio nemico perché mi informa su cosa succede fuori senza bisogno che io esca.
Quando sono a casa suona sempre qualche giovane gentile che mi offre Lotta Comunista, un giornale che vieppiù ho provato a leggere e che mi riporta indietro di 40 anni (quando ne avevo 3) con parole sconosciute tipo "imperialismo", "capitale", "movimenti", "classe sociale". Basterebbe sostituire tutto con "i-imperialismo", "i-capitale", "smart movements"  e "social network class" che vedrebbe raddoppiare le vendite in un mese. Comunque gli ho aperto con pigiama, pile, ciabatte, calzini da cambiare, e pinza di plastica in testa.
E' svenuto. Anzi è "i-svenuto". Soprattutto la pinza di plastica in testa ha dato un contributo determinante.
Vi avverto, le donne che in casa indossano il baby doll non esistono, e se esistono hanno molti peli alle gambe.

mercoledì 25 febbraio 2015

Un successo disumano

Mi sono chiesta spesso che cosa vuol dire avere successo.
Partiamo dalla definizione:

  1. Esito favorevole, buona riuscita, riconoscimento dei propri meriti, approvazione del proprio operato da parte di altri, favore pubblico.
  2. Opera, impresa, attività che ha conseguito risultati particolarmente felici. 
Quindi in pratica significa prefiggersi una meta, e se la si raggiunge abbiamo avuto successo. Ovvero se il mio sogno è aprire un piccolo ristorante in centro, e riesco a farlo, allora ho avuto successo. Se il mio scopo è tornare a camminare dopo un incidente, e riesco a farlo, allora ho avuto successo. Io vorrei restituire al concetto di successo questo significato, un significato umano, legato all'individuo ed alla persona.

Ma cosa pensate voi se qualcuno vi chiede se avete avuto successo? Pensate che una persona ha avuto successo:
  1. Se è diventata famosa.
  2. Se ha fatto carriera.
Ovvero il successo oggi è identificato esclusivamente nel favore del pubblico (il "mi piace" di faccialibro) o nei soldi/potere (ho fatto carriera, guadagno molto).
Eppure abbiamo esempi di molte persone celebri e quindi di successo, che poi si sono uccise, quindi non erano felici. Ovvero il valore esteriore di successo perde la sua valenza interiore di "successo emotivo", essere soddisfatti di se stessi, essere riusciti in una impresa personale. Rimane solo il lato esteriore, si scinde dalla persona che ha ottenuto quel successo, finisce per l'essere disumano e slegato dall'individuo. Insomma non lo aiuta, non lo arricchisce, non lo rafforza.

Credo che abbiamo perso il vero significato del successo.

martedì 24 febbraio 2015

Il mio speleologo di fiducia

Ieri ho fatto le 22,10 dal ginecologo. Avevo l'appuntamento alle 19, ma è sempre così, dal mio ginecologo. Chissà quante tope vede al giorno.
Il mio ginecologo, a parte questo, è fantastico.
Non è un ginecologo, è una guida turistica: "Ecco qui l'utero, a forma di pera, l'endometrio, il suo torsolo.."
Non è un ginecologo, è uno speleologo: "Adesso andiamo ad esaminare la vagina" E si accuccia con la sua lampada di luce bianca "Ecco qua le ovaie, quella destra più nascosta" come se avesse trovato un pipistrello timido in un antro isolato della grotta.

Comunque, dopo la visita, mi sento Belen, anzi, Belen mi fa una sega: se lo sogna, lei, il mio utero a pera!

giovedì 19 febbraio 2015

Essere decisi per l'acquisto della nuova auto

"Buonasera, vorremmo vedere una Hyundai"
"Veramente qui è la Volvo"
"Bene, allora ci faccia vedere una Volvo".

venerdì 13 febbraio 2015

Io e gli insetti


Vada per i ragni. Li allevo come pecore sperando che si pappino qualche zanzara. Vada per le mosche, che gentilmente faccio uscire dalla finestra. Tengo pure quelli che chiamo "insetti della notte" o "insetti del cemento", si dai quelli lunghi, grigi, preistorici e baffuti, che appena rientri a casa più tardi stanno lì come a farti un cazziatone. Poi le lumache dell'insalata, le butto nel giardino sotto casa (spero sopravvivano dopo un lancio dal terzo piano) oppure nell'apposito vaso d'erba sul mio terrazzo. Per le zanzare ho la ciabatta. Per le zanzare tigre uso la frusta.

Ecco però oggi nello scatolone del terrore che tengo fuori ho trovato migliaia di larve di moscerino. Che faccio vado di aspira-tutto?

mercoledì 11 febbraio 2015

Guscio di lana



Mia nonna è ormai come una tartaruga. Chiusa nel suo guscio di lana; scialle, copertina, cuscino. Più sta male, più si rintana nel suo guscio caldo e morbido, guardandoti come da lontano. Se sta meglio, tira fuori la testa e cerca di definire meglio i tuoi contorni. Più allunga il collo, più si sente in forze.
Ha dimenticato ormai i suoi eccessi d'ira ed i suoi stornelli della collera. Ricorda le persone, chiede dei bimbi, dice che è contenta di averci a casa, poi torna nella sua tana. Le piace ancora mangiare, le piace il suo bicchiere di rosso, le piace parlare al telefono. A fatica viene portata in bagno, piano piano sulle sue zampe da tartaruga ed i suoi passi centenari.

venerdì 6 febbraio 2015

Caccia alle streghe

Essere insegnanti oggi vuol dire:

  1. posto fisso
  2. ferie estive assicurate
  3. vacanze natalizie garantite
ma anche:

  1. avere a che fare con bambini e ragazzi intoccabili
  2. dover fronteggiare genitori che considerano una nota sul diario o sul registro come un affronto personale e assolutamente immeritato
  3. essere continuamente a rischio "telecamera" in classe
  4. essere additati da genitori convinti che l'insegnante non sappia fare il proprio lavoro, che dovrebbe dare più compiti, o meno compiti, che dovrebbe essere più severo, o meno severo, in sintesi genitori che si sentono continuamente in grado di criticare il lavoro degli altri pur non essendo le più volte del settore.
Soprattutto:
  • avere continuamente a che fare con persone a cui dell'istruzione non interessa un bel niente.
Adesso continuate pure con la vostra caccia alle streghe.

venerdì 23 gennaio 2015

Pan per focaccia

Adoro panificare. Con il lievito madre mi cimento in pani di vario tipo, tra cui quello con farina ai 5 cereali che vedete qui:
 Quello che sforno è buono per definizione, non accetto repliche o osservazioni che sostengano il contrario, l'odore e la fragranza mi danno un senso di onnipotenza ed il resto della famiglia non può che ammutolire di fronte alla mia convinzione su quanto sia buono e genuino il mio pane. Poi guardo marito, che ammicca un sorrisetto, e capisco che forse sto esagerando. Allora la smetto, anche se so che il mio pane è troppo buono.

 L'ultimo mio esperimento è stato la schiacciata o focaccia, che ho realizzato secondo la ricetta che trovate qui: http://www.stilenaturale.com/news/1930/Lievito-madre-ricetta-della-focaccia-veloce.html
usando però farina bianca per questo primo tentativo. Il risultato devo dire è stato ottimo, anche se la prossima volta metterò meno olio.

giovedì 22 gennaio 2015

Segni di vecchitudine



Proprio non mi veniva in mente, il nome di quell'attrice. Si dai, la protagonista di "Pretty Woman", quella col sorriso a 360 gradi. Ci ho pensato per giorni, senza parlarne con nessuno, perché dovevo ricordarmelo da sola. Niente. Finché per caso non ho visto la pubblicità, ed il suo nome era lì scritto, Julia Roberts. Come ho fatto a dimenticarlo! Sarà le "vecchitudine", che toglie un po' di memoria, ma lascia intatto il mio lato caparbio. A questo aggiungerei:

  • per tagliarmi le unghie dei piedi devo mettere i piedi a mollo, altrimenti sono troppo dure;
  • ho la passera come Crudelia Demon.
Mi manca solo l'Amplifon.

mercoledì 21 gennaio 2015

Ai sensi unici piace cambiare

Circa un anno fa era così:

Poi, prima dell'estate 2014, hanno messo un senso unico, per cui all'altezza del cerchio rosso, AHHHH, frenata, girare a destra e rientrare attraverso Via dei Pelaghi.

Dopo pochi mesi hanno ripristinato la viabilità iniziale:

Passato un mese, ecco la nuova idea, per cui all'altezza del cerchio rosso, AHHHH, frenata, devo tornare indietro.

Harry Potter ci fa una sega.

lunedì 19 gennaio 2015

Tacchinaggi e traslochi

Oggi mi sono spostata di scrivania per colpa del Puro. Quando me lo ha chiesto la prima volta, gli ho gentilmente risposto "Col cazzo!". Quando me lo ha chiesto la seconda volta, ho fatto prevalere il mio lato professionale, e visto che lui voleva il MIO posto per motivi professionali ed io avevo motivi professionali per occuparne un altro, ho deciso di accontentarlo.
Quando sarò vecchia me ne sbatterò delle motivazioni professionali o sociali e risponderò semplicemente "Col cazzo!" e tutti penseranno che poverina sono vecchia e farò finalmente cosa mi pare, supposto ovviamente che riesca ancora a pulirmi il culo da sola.
Comunque come margherita ho scelto quella con l'Orso, Il Pianista, ed il Cantante degli Abba.

Chissà che cori!

sabato 17 gennaio 2015

Carne al fuoco

Ecco, tanto per cominciare sono anche qui:
http://pantheon2014.altervista.org/blog/ingegneridiamo/
Ovvero ho uno spazio nella rivista on-line Pantheon (http://pantheon2014.altervista.org/blog/) dell'Ordine degli Ingegneri di Livorno.

Inoltre c'è l'Agenda per il 2016, ancora tutta da costruire.

Infine le tende di casa (è dal 2009), ma questa è tutta un'altra storia.

giovedì 15 gennaio 2015

Il mio piccolo Frankenstein

Ho letto con passione, tempo fa, il libro di Mary Shelley. E' sicuramente intrigante l'idea di creare la vita, ma quello che mi ha colpito di più è stato quanto il romanzo sia stato male interpretato nelle varie versioni cinematografiche esistenti, anche le più moderne.
Infatti leggendo il testo non c'è mai cenno esplicito a come la creatura venga appunto creata, se non alla fine quando si parla del tentativo di generare per lui una compagna; l'aspetto cruento e terrificante è stato invece quello maggiormente sottolineato sul grande e piccolo schermo. Vi è invece molta attenzione al travaglio psicologico della creatura stessa, che cerca un timido avvicinamento del genere umano, con una attenzione che mal si accosta alle sue sembianze gigantesche e mostruose. Si descrive come la creatura piano piano impari a capire e parlare proprio come fosse un bambino appena nato, e come poi apprenda ed impari ad amare la cultura ed il sapere, nonché le emozioni umane, per poi chiudersi in una rabbia vendicativa ogni volta che viene rifiutato dalla società per il suo aspetto mostruoso. Analogamente sprofonda nell'abisso della disperazione e del senso di colpa il suo creatore, il dottore, che lo insegue cercando di ucciderlo.

Il tutto per dire: anche noi in casa abbiamo il nostro piccolo Frankenstein! Marito si è impegnato nel creare un PC portatile nuovo dall'unione di due non funzionanti, ed alla fine ne ha portato a casa uno enorme, pesante e ... affettuosamente mostruoso. La finestra video è più grande dello schermo, quindi aprendolo se ne vedono le interiora che contiamo di coprire con qualche "tapullo". Accendendolo, pare che decolli. Eppure marito ne è così orgoglioso, certo non rifiuta la sua creatura, ma anzi la loda per le sue capacità, la sua memoria, la sua velocità.
Anche la storia di Frankenstein poteva essere diversa.

martedì 13 gennaio 2015

Libertà

"Mi piaceva l'autore de L'Esprit. Quest'uomo era meglio di tutti i suoi nemici messi insieme; ma non ho mai approvato né gli errori del suo libro, né le verità banali che afferma con enfasi. Ho preso le sue difese, quando uomini assurdi lo hanno però condannato per queste stesse verità." Voltaire