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venerdì 10 dicembre 2021

Una giornata a Firenze

Il 6 dicembre siamo andati a Firenze, una girata di un giorno.

Abbiamo lasciato l'auto al centro commerciale Ponte a Greve e da lì abbiamo preso la tramvia in partenza dalla stazione Nenni Torregalli fino a Santa Maria Novella.

Da lì siamo partiti per la nostra passeggiata a piedi.


 Firenze non è certo una città timida. Anche passeggiando senza meta mostra generosa e superba le sue bellezze, a partire dai vicoletti con i suoi negozi incantati (Via del Sole), fino a Piazza della Signoria, Ponte Vecchio, Palazzo Pitti.







Per caso ci siamo imbattuti nella Mostra di Dalì presso la Cattedrale dell'Immagine, ne è valsa la pena, anche se Marito sosteneva brontolando che era venuto a Firenze "per vedere qualcosa di vecchio".


Ci siamo poi fermati per un buon panino al lampredotto: l'"Antico Vinaio" era sovraffollato, la coda si districava lungo i vicoli per decine di metri. Abbiamo quindi scelto il "Budellino" , ottimo panino al giusto prezzo.
Dopodiché ci siamo diretti a Piazza del Duomo, 



per proseguire verso il Mercato Centrale, e per tornare infine a Santa Maria Novella.

Ricordatevi, se programmate una visita, che il lunedì il museo degli Uffizi e i Boboli sono chiusi, anche durante il mese di dicembre.

Buona gita!

lunedì 27 settembre 2021

Io, Marito e il Cinghiale

Ed ecco che anche io e Marito ci stiamo cimentando in queste graziose camminate autunnali. Stavolta siamo partiti da Calignaia, ma invece di andare a fare due siusky ci siamo lasciati addosso pantaloncini e scarpe da camminata e, una volta passati sotto il famigerato ponte di Calignaia appunto, abbiamo proseguito verso il KENION.

Ora se è vero che il livornese non didegna la parlata di origine anglosassone, è altrettanto vero che la storpia, la adatta, la trasforma. Così la siusky, il famoso tuffo per fare tanti schizzi, che deriva da "See your skill" pronunciato da qualche americano locale, così Canyon, diventa KENION e hai voglia  scriverci sotto la giusta dizione, KENION resta.






Praticamente il KENION è una ex cava che conduce, partendo appunto da Calignaia, verso il sentiero che abbiamo deciso di percorrere domenica.
Il bagnino che d'estate noleggia lettini lì sulla spiaggia ha cercato di dissuaderci, quando ci ha visto con lo zaino ci ha chiesto: "Volete anda' sulli scogli?" 
E noi "No, no, andiamo a camminare"
"Allora va bene" ha risposto lui un po' impietosito, perchè in effetti di gente a fare il bagno ce n'era eccome, ma noi duri, oggi si vole cammina'.


E cammina cammina, già sudati mezzi, s'è sentito un grugnito. Eravamo nel primo tratto ombroso, di boscaglia, una bella salita rocciosa, e sulla destra, si è sentito chiaramente, un grugnito, e poi un altro.

Sicuramente un cinghiale.

Ecco io se vedo un favollo, una medusa, una murena, una cernia gigante, non mi scompongo granché, ma un cinghiale! Prima domanda: sono carnivori?
Ma no risponde Marito, rufolano per terra mangiando ghiande e cosa trovano.
E se trovano noi?
Ma no, solo se la femmina deve difendere i suoi cuccioli potrebbe essere pericolosa.
E secondo te quella era una femmina?
Bo!
Ma forse il cinghiale ha avuto più paura di noi e non si è più visto, sicchè abbiamo continuato, con un bastone in mano giusto per fare paura, e dall'altra una pietra giusto per far fuggire lontano.
Nel frattempo, devo ammetterlo, m'ero ca'ata addosso.









Ne è valsa comunque la pena, e dopo un sali-scendi continuo, tra rocce e sentieri, eccolo lì il castello di Sidney Sonnino, siamo tornati a bomba.

Parecchio sudati e puzzolenti, io sempre con il bastone e la pietra, ma speranzosi che a novembre, con l'apertura della caccia, il mio amico Cinghiale possa nascondersi meglio.

 

giovedì 9 settembre 2021

Camminare sul lungomare la mattina presto non ha prezzo


E' incredibile quanto sia bello camminare sul lungomare la mattina presto di settembre.
E' incredibile quante persone facessero sport stamattina presto sul lungomare.
Oltre alla folta presenza di camminatori e corridori accaniti, c'era chi nuotava pesantemente, chi camminava in acqua, chi remava in canoa, chi pedalava in bicicetta, chi faceva ginnastica agli attrezzi sul pratino, chi si allungava con lo stretching.
Ma ecco arrivare un gruppo di signore a piedi, la prima, non molto alta, esclama "Ho iniziato dopo la pensione" e l'ultima trascinata in avanti da un prorompente seno risponde "Ma, sarà, ma a me il divano m'è sempre garbato parecchio".

 

sabato 21 luglio 2018

'Gnoranza

La parola ignoranza, a Livorno, sta per maleducazione.

L'altra sera ero fuori dai bagni del lungomare livornese, ero in macchina che aspettavo i mi' figlioli. Di fronte a me un SUV nero con un babbo che stava facendo la stessa cosa: aspettava il su' figliolo. Che però è arrivato prima. Un ragazzetto sui quindici anni che cammina coll'estathè in mano e che prima di salire in macchina lascia cadere il brick per terra. Ora a me su queste cose mi si risveglia Hulk. Suono col clacson. Il ragazzetto si gira, gli dico "l'estathè!" e col dito indico per terra. Lui mi guarda inebetito e fa "Eh?". Ripeto, e indico per terra. Sale in macchina. Non mi manda affanculo perchè non è sicuro di cosa volessi. Il su' babbo mi osserva attraverso lo specchietto retrovisore e gli occhiali da sole. Esce dal parcheggio, ignorandomi. Guardo il brick abbandonato sotto le tamerici.

Fanculo ai livornesi 'gnoranti....purtroppo quasi tutti.

domenica 15 luglio 2018

Capraia, anche quest'anno

Capraia ti adoro. Anche quest'anno ce la siamo goduta, e stavolta in barca.

Porticciolo


Cala Zurletto


Partenza con la barca da Livorno.

Ma soprattutto vorrei mettere quella seguente dalla mia cronologia, perchè in Capraia si può sciare, ed andara in funivia:



Almeno secondo Google. Anche per questo Google mi sta simpatico.

mercoledì 11 aprile 2018

Virgin Radio sul Romito


Ultimamento ascolto Virgin Radio. La alterno con Radio DJ, a seconda della musica o del DJ. Spesso sul Romito metto Virgin. Capita. Ma sul Romito avviene il miracolo. Mentre guardo il mare invernale ed il riflesso del sole tiepido sulle onde, mentre mi avvicino a quella meraviglia che si chiama Castel Sonnino, ecco che Virgin si incastra con Radio Maria, ecco che quest'ultima si insinua con una preghiera tra le note rock o con una litania dentro ad un ritmo serrato.

Devo dire che il mix di "Alive" dei Pearl Jam con l'Ave Maria non era poi così male. Ed il messaggio, poteva anche funzionare.

martedì 27 marzo 2018

Libecciata porta a porta

Che bello il giovedì mattina col libeccio
veder volare con i gabbiani e le foglie di leccio
le buste gialle del multimateriale, che leggere
vagano sul marciapiede sulle strade e sulle spalliere.
Con lo scooter mi sento Valentino
faccio lo slalom tra le lattine e le vaschette del budino.
Fortuna che domani è venerdì,
c'è la carta col suo cassonetto e resta lì.

mercoledì 7 marzo 2018

Questa ve la devo raccontare

Serata casalinga, in casa al caldo. Rumore di frenata sotto casa. Orecchie attente. Di nuovo rumore di gomme che cigolano. E ancora. Ci affacciamo sulla strada. C'è una macchina ferma sotto casa che continua a far girare le ruote al massimo, senza spostarsi. Il rumore è quello di frenata prolungata su asfalto, il puzzo quello di plastica scaldata, ma la macchina non si sposta. Dietro un gruppo di persone a piedi che si avvicinavano correndo alla macchina.
Allora abbiamo capito che: la macchina aveva due persone a bordo, presumibilmente ubriache, che in curva avevano urtato rumorosamente e danneggiato sensibilmente almeno due auto in sosta. Dai palazzi, proprietari e residenti vari erano scesi per vedere cosa stava succedendo. La macchina stessa aveva riportato seri danni che gli avevano impedito di proseguire nella fuga, nonostante gli sforzi e le sgommate. Fino ad essere raggiunta da residenti imbelviti. Uno dei due occupanti l'auto era fuggito, l'altro balbettava qualcosa di alcolico alle persone imbelvite lì intorno, tra cui un carabiniere tra i residenti stessi. Dopo poco sono arrivate due pattuglie. E la serata si è prolungata tra denunce varie, luci blu e farfugliamenti.
Considerazioni:

  1. Banale: non guidare se hai bevuto;
  2. Banale due: nemmeno il tuo amico può guidare perchè anche lui ha bevuto, ed alla prima occasione ti molla da solo mentre qualcuno ti rincorre imbelvito;
  3. Occhio alle auto parcheggiate, anche se non si muovono;
  4. Non puoi mai sapere se la macchina parcheggiata è di un carabiniere;
  5. V'è andata parecchio bene, in altri contesti una "marrovescio" ci stava tutto.

domenica 18 febbraio 2018

Riassunto settimana bianca 2018



Quest'anno Sestriere. Era anche iniziato tutto bene; freddo intenso, neve perfetta, piste ben tenute, sole, ottima compagnia.
Un'unica nota stonata: quella campana che ogni mezz'ora del giorno e della notte segnava il suo rintocco. Esempio alle tre di notte, tre rintocchi. Alle tre e mezzo di notte, un rintocco. Ecco vorrei capire a chi può interessare sapere l'orario nel cuore della notte sentendo il rintocco della campana.
Siamo già andati sulla Luna, si potrà pure disattivare un rintocco notturno?
Inoltre, l'albergo con qualche piccola carenza strutturale, tipo la mensola del bagno non fissata che cade per terra da sola ed il letto che si apre sedendoti.

Ma soprattutto è stata quella caduta del Piccolo, il pianto ed il dolore, il taboga l'ambulanza, la lastra la frattura, il gesso i 40 giorni, a crearmi davvero quel sentimento merdoso di impotenza. L'impotenza dei genitori che non possono parare tutto salvare tutto evitare tutto il male ai propri figli. Niente di grave, certo. Però...che palle.

Godetevi comunque il panorama, ne vale davvero la pena.

venerdì 2 febbraio 2018

San Gicci

Vada per quando Maps mi dice "Proseguire in direzione Nord Ovest", senza considerare che non ho la bussola di Geck Sparrou.
Vada per quando mi dice "Mantieniti leggermente a destra"; leggermente quanto?

Ecco, ma quando mi dice di procedere lungo la strada San Gicci (protettore dei viaggiatori su Strade a Grande Circolazione) anziché S.G.C. che cosa dovrei fare, evocare un patrono?

lunedì 23 ottobre 2017

Uno di quei giorni

In cui ti svegli e pensi che forse hai sbagliato a restare in questo paese, così a lungo.

giovedì 12 ottobre 2017

Dramma drammatico della raccolta differenziata porta a porta

A Livorno abbiamo parecchi problemi, tipo lo STOP qui sotto con obbligo di svolta a destra impossibile per via del muretto.
Poi abbiamo un tasso di disoccupazione tra i più alti d'Italia, aziende che chiudono in continuazione, strade sporche e gente 'gnorante (maleducata). Ciabbiamo anche avuto l'alluvione di recente, e lì abbiamo per fortuna dimostrato un buon tasso di solidarietà. Se poi non si vuole essere provinciali al 100%, c'è da pensare al riscaldamento globale, allo sciogliemento dei ghiacci, all'inquinamento, alla violenza sulle donne. Insomma di problemi ce n'è a iosa, ma in generale al livornese medio gl'importa una sega, e affronta tutto con una certa leggerezza ed ironia. 

A parte questo: LA RACCOLTA DIFFERENZIATA PORTA A PORTA.

Veramente io non riesco a capire il perchè di così tanto clamore: si organizzano assemblee cittadine  per protestare, impedire, capire, per spiegare la meccanica quantistica dell'organico raccolto martedì e sabato, per svelare il segreto dei frattali nelle bottiglie di plastica, per comprendere se il secco è davvero secco o è solo un falso magro. No via, è davvero un problema così grosso? Davvero si tratta di un procedimento impossibile, insormontabile, tragico? Più grave delle strage dei bimbi siriani, della verità su Giulio Regeni, del dibattito sull'eutanasia.
No ditemelo, ditemelo, perchè se basta un po' di spazzatura ad attirare l'attenzione, allora provvedo subito.

martedì 10 ottobre 2017

Ciclisti con pancia - 2

Oggi li ho visti di nuovo, stesso completino, stessa simpatica pancia. Allora è chiaro: l'appuntamento è il martedì mattina al semaforo. Signora Irma non dia il cencio fino a stasera, la prego, che tanto il su' marito ri-insudicia tutto di mota.
Queste sono le certezze della vita che fanno stare bene, sono i punti fermi di cui abbiamo bisogno. Stesso gruppetto, stessi colori, stesso orario, stesso giorno.

W i Ciclisti con pancia.

mercoledì 2 agosto 2017

Aegylon - Isola di Capraia

Di nuovo alla prese con una delle sette perle di Venere. Stavolta è Aegylon, ovvero Capraia, ad accogliermi con i suoi colori.
Mi è piaciuto praticamente tutto, la quasi assenza di auto ed il proliferare di bimbetti sfreccianti in ciabatte su bici scassate...
...il colore dell'acqua, azzurra e cristallina...


...le case in rovina invase dalla vegetazione e quelle perfette accarezzate da vialetti in pietra e pareti colorate...

...il panorama mozzafiato dei sentieri verso Cala Zurletto o verso la Torre, e quello del sentiero romano....
...i bouganville alloggio permanente di passerotti minuscoli...
...ed i fiori selvaggi ostinati sulla terra arida.
Mi sono piaciuti i bimbi raggruppati a guardare dall'alto, intenti ad ammirare il mare blu prima del tuffo.

Mi è piaciuto il porticciolo con l'ombra fresca che arriva nel primo pomeriggio a darti sollievo dal sole cocente, e le barche attraccate placide in attesa dell'alba.


(questi siamo io e Marito)

Mi è piaciuto il tuffo o il volo, la pesca di gruppo e quella solitaria.




Mi è piaciuta la colazione in giardino e la cena di pesce al Carabattino.



Penso che tornerò a trovarti, Aegylon.

mercoledì 5 luglio 2017

Giornata alle Vaschine

Levati le scarpe, veloce veloce. Senti questi scogli lisci e tiepidi sotto la pianta dei tuoi piedini. Senti questi scogli lisci e tiepidi sotto la pianta dei tuoi piedi adesso adulti. Salta da uno scoglio all'altro, attenzione a dove vedi marrone e liscio perchè lì si scivola. Accovacciati in questa buchetta vedi c'è un granchio, possiamo prenderlo e guardarlo da vicino, e poi lasciarlo libero, osservarlo scappare con titubanza ed in modo guardingo.
Adesso facciamo un tuffo, in questa vasca addirittura non si tocca quando il mare è un po' agitato. Senti come fa il solletico la schiuma dell'onda che arriva, si frange sugli scogli, ma comunque ti raggiunge bianca e veloce, senti la corrente sulle gambe.
Torno giovane in un attimo qui, faccio amicizia con Diego che trema sotto la maschera, sostiene di avere visto un polpo e vuole convincerci di non avere freddo invece fa il bagno da mezz'ora ed ha le labbra viola. Parlo con due bimbi di Prato che prendono muggini con un secchino pieno di farina ed una busta bucata. Una bimba mi mostra una conchiglia piccola piccola, mentre il Grande ha preso un favollo ed il Piccolo mi placca alla gambe mentre sono in acqua.
La corrente ti porta fuori se non stai attento, ma non è difficile rientrare e salire, non ti spaventare mamma vedi è un attimo. Non mi spavento amore anche io oggi sono una bimba come te. C'è anche un bimbo di New York. Mamma c'è il mare a New York? Si che c'è.
Dai facciamo un altro tuffo così poi ci si asciuga e si va a casa.

giovedì 1 giugno 2017

La mia gita in Gorgona - secondo un undicenne

25/05/2017
Il 24 maggio mi sono alzato presto, ero assonnato ma allo stesso tempo eccitato per la gita in Gorgona con la mia classe.
Il viaggio di andata è durato circa un’ora ed appena siamo arrivati ho notato subito un’acqua splendente e un polpo bello grosso. La nostra guida di nome M. ci ha fatto vedere un vecchio muro romano per farci capire che l’isola era abitata, qualche minuto dopo siamo entrati nel paese dei pescatori, precisamente allo spaccio dove io e la mia classe abbiamo fatto un piccolo spuntino, lì vendevano la pizza fatta proprio dai carcerati e altri cibi fatti sempre da loro, l’isola di Gorgona è un carcere.
Poco dopo la guida ci ha fatto vedere cala Martina, molto bella per i miei gusti. Una volta visitata la cala ci siamo recati alla torre dell’orologio che funziona come la meridiana poi al bosco dove abbiamo visto carcerati che giravano per l’isola i quali sono quasi liberi, per andare nel carcere della Gorgona devi avere già fatto due terzi della tua pena e devi avere anche una buona condotta carceraria.
Poi ci siamo addentrati nel bosco dove c’era molto silenzio e calma, dopo qualche ora di cammino M. ci ha fatto vedere una pianta che c’è solo in questa isola, la pianta si trovava sopra uno strapiombo mozzafiato.
Poi siamo andati al cimitero dove la guida ci ha fatto leggere in particolare la lapide di Giovanni Citti con su scritto di porgere una preghiera a lui il quale defunto è il padre di L. Citti una signora di novanta anni la quale è l’unica persona che abita tutto l’anno in Gorgona e M. ci ha raccontato che quando si fa il viaggio di ritorno Lei apre la finestra e saluta.
Ma ora arriva il pezzo divertente della gita: una mezzora prima di sbarcare quasi tutta la classe ha fatto il bagno l’acqua era fredda ma ci si stava bene, poi siamo andati sugli scogli dove J. ha tentato di ributtare un polpo in mare ma è successo qualcosa di inaspettato: l’animale si è attaccato al braccio del mio amico e agitava la mano per cercare di liberarsi e urlava aiutoooo! Alla fine il polpo si è liberato dal braccio di J.
Al viaggio di ritorno si è salutato L. Citti. È stata davvero una bella esperienza!!!!

                                                                                               FINE!

                                                             CIAO!

Gorgona: un'esperienza dei sensi

E' stato come incontrare un uomo fascinoso e non riuscire a toglierselo dalla testa per giorni.
Gorgona.
La sensazione di essere in un'isola fantastica, dove il blu del mare fa a gara col verde della macchia mediterranea, dove si sente il silenzio, dove i gabbiani sono davvero uccelli liberi a difesa del nido e non schiavi della spazzatura umana, dove gli aromi di numerose piante endemiche ti inebriano e dove il tatto della roccia fresca ti fa venire i brividi.
Poi, la sensazione di essere in un bosco di montagna, il fresco, l'ombra, il piccolo cimitero, la storia delle poche famiglie che risiedavano qui.




Il lavoro degli uomini che scontano la loro libertà alle vigne, all'orto, accudendo animali domestici.


I viottoli del paese con i ciottoli del mare, l'assenza di macchine, la sensazione di essere sempre più in alto della realtà.
Infine il bagno nell'acqua cristallina, la spiaggia piccola e semideserta.


Ho sperato, ad un certo punto, che una libecciata ci trattenesse lì per qualche giorno.

Partendo, dal traghetto, abbiamo salutato la signora Citti che con la mano faceva ciao dalla finestra di casa sua. E' lei l'unica vera amante segreta ancora vivente dell'isola.