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giovedì 6 maggio 2021

Oggi è la giornata della Password!

 Per la tua connessione sicura dovrai:

  • scegliere una Password di almeno 23 caratteri un numero un carattere speciale che non sia il nome di tu pa', tu ma' i tu' figlioli, né la data del tuo complenno o di quello del gatto, né la tua squadra preferita o la ganza, insomma IlBudellodiTuMa23! andrà benissimo
  • dimostrare che non sei un robot ovvero digitare le lettere CTRGHV, perchè tutti sanno che ai robot le lettere CTRGHV stanno parecchio sul cazzo
  • Trovare dove è l'oggetto indicato dal corvo parlante qui sotto:


  • Non scrivere mai le tue 78 password da nessuna parte, non condividerle con nessuno, non utilizzarle ripetutamente.
Facile no?

domenica 27 maggio 2018

Giddippierre

Sono felice di essere sopravvissuta al Giddippierre day, al 25 Maggio 2018 intendo, alle decine di mail che mi sono arrivate da siti remoti dicendomi che avevo chissà dove chissà quando effettuato la registrazione ai loro servizi, fornito i miei dati, e che questi sarebbero stati trattati nel massimo rispetto della nuova normativa, per cui potevo leggere l'informativa aggiornata (37 pagine scritte in times new roman 2) e decidere se cancellarmi o restare con loro. Resto con voi grazie. Grazie di tutto anche se non so chi siate e perchè abbiate il mio indirizzo e-mail, ma sicuramente è colpa mia, io ve l'ho fornito, registrando anche chissà quale password, quindi ok va bene perchè è impossibile per me piccolo cappuccetto rosso nel bosco di social, App, e-commerce, gestire tutto. Io volevo solo portare la torta alla nonna e per questo mi sono rivolta ad un sito di spedizioni on line, proprio per evitare il lupo cattivo.
Va bene lo so l'ignoranza non è ammessa, colpa mia colpa mia. E poi il Giddippierre è una novità buona che ci tutela no? Che ci protegge.
Però una cosa qualcuno me la dovrà spiegare, si tratta solo di una sensazione ovviamente, ma ecco, voglio dire, se pronuncio la parola "scarpe nuove" al telefono con un'amica dopo due secondi ho la pubblicità di "Calzature per la vita" che mi compare da tutte le parti.
Insomma io questa prova la voglio fare, ora chiamo Marito e gli dico "COMPRESSORE", glie lo urlo forte. Qualcosa succederà, ne sono sicura.

giovedì 12 ottobre 2017

Dramma drammatico della raccolta differenziata porta a porta

A Livorno abbiamo parecchi problemi, tipo lo STOP qui sotto con obbligo di svolta a destra impossibile per via del muretto.
Poi abbiamo un tasso di disoccupazione tra i più alti d'Italia, aziende che chiudono in continuazione, strade sporche e gente 'gnorante (maleducata). Ciabbiamo anche avuto l'alluvione di recente, e lì abbiamo per fortuna dimostrato un buon tasso di solidarietà. Se poi non si vuole essere provinciali al 100%, c'è da pensare al riscaldamento globale, allo sciogliemento dei ghiacci, all'inquinamento, alla violenza sulle donne. Insomma di problemi ce n'è a iosa, ma in generale al livornese medio gl'importa una sega, e affronta tutto con una certa leggerezza ed ironia. 

A parte questo: LA RACCOLTA DIFFERENZIATA PORTA A PORTA.

Veramente io non riesco a capire il perchè di così tanto clamore: si organizzano assemblee cittadine  per protestare, impedire, capire, per spiegare la meccanica quantistica dell'organico raccolto martedì e sabato, per svelare il segreto dei frattali nelle bottiglie di plastica, per comprendere se il secco è davvero secco o è solo un falso magro. No via, è davvero un problema così grosso? Davvero si tratta di un procedimento impossibile, insormontabile, tragico? Più grave delle strage dei bimbi siriani, della verità su Giulio Regeni, del dibattito sull'eutanasia.
No ditemelo, ditemelo, perchè se basta un po' di spazzatura ad attirare l'attenzione, allora provvedo subito.

lunedì 10 novembre 2014

Sabato ultime due ore, geologia

In quinta liceo alle ultime due ore avevamo geologia. Il prof era un po' teo; non voglio essere offensiva, ma insomma non era certo un trascinatore o un motivatore, la materia non ci garbava molto e la nostra classe era troppo emotivamente intelligente e ricca per poterlo accettare. Inoltre questo prof arrivava sempre in ritardo, ed essendo sempre alle ultime due ore del sabato, quando non lo vedevamo arrivare, ce ne andavamo. Semplicemente. "Non ci sarà", si diceva, "sicuramente è assente" si pensava. E belli fieri ci allontanavamo dalla scuola. Finché ovviamente ci fece richiamare dal preside, non potevamo sempre andare via e lasciarlo da solo. "Che arrivi in orario, allora" ribattemmo noi. E insomma alla fine si trovò un compromesso.
Poveraccio.
Però chissà come si gongola ora. Ora che la geologia ha tutta questa importanza. Ora che agli acquazzoni si sono sostituite le bombe d'acqua, ora che ogni volta che piove c'è chi si fa il segno della croce, ora che i geologi sono sempre in TV a parlare del dissesto geologico appunto. Dell'edilizia sfrenata, e del dissesto geologico. Della pulizia degli argini e del dissesto geologico. Dei cambiamenti climatici e del dissesto geologico. E del fatto che ora come allora, arrivano sempre in ritardo, le ultime due ore del sabato.

giovedì 16 gennaio 2014

Fino a che punto


E' un po' come fanno i bambini, quando si chiedono fino a che punto possono arrivare e sfidano continuamente i genitori per sondare i limiti che questi hanno posto, seppure inconsciamente. Quei limiti invalicabili oltre i quali si è costretti a dire "Basta".
Ecco sta succedendo lo stesso. I genitori siamo sempre noi, niente di nuovo. I bambini sono la società, lo stato, l'autorità, il ministero. Non so nemmeno come potrei definirlo, forse alla Benigni quando esclama "E ora mi faccia vedere il suo ministero!".
Le scuole, le scuole elementari, sono sporche. Le custodi lavorano ad orari ridotti per via dei tagli, per via delle cooperative, per via di contratti non chiariti. Questo non si è ancora capito. Eppure è come se qualcuno dall'altra parte stia cercando di capire fino a dove si può arrivare. "Fin dove posso arrivare prima che questi genitori denuncino le aule sporche i bagni intoccabili i bambini abbandonati nei corridoio il pulmino che li carica senza sorveglianza?". Ecco se nessuno dice niente si va avanti, si taglia di più, si garantisce di meno. E' una lotta allo sfinimento? Una sfida continua alla sopravvivenza? Al profitto?

Non so, io stamattina mi sono detta "Fortuna che ho due maschi". Che pensiero egoista. E comunque mi sono raccomandata, fate per bene se andate in bagno da soli, non sporcate, non toccate, se potete sorvolate il pavimento come una farfallina. Ho chiesto ai miei figli un po' di responsabilità. Perché il ruolo di bambino capriccioso che cerca di capire fino a che punto possa arrivare gli è stato preso da qualcun altro.

mercoledì 2 ottobre 2013

Nostalgia

Un tempo c'erano i documentari con i documentaristi appostati in una trincea naturale; da lontano con uno zoom paragonabile ad una proboscide di elefante scrutavano leoni e fiere. Sottovoce ti spiegavano che non potevano interferire con la natura, non potevano cambiarne il corso, e se una iena spelacchiata si portava via un cucciolo di macaco si doveva stare lì a soffrire, ma non si poteva intervenire.

Adesso porca puttana ci sono questi eroi moderni che prendono i serpenti mocassino gli aprono la bocca ti fanno vedere i denti ed il veleno, poi li ributtano nella tana e ti dicono che non devi farlo perché è pericoloso. Nel frattempo scorgono un armadillo che si nasconde in una tana grande come un buco di culo di dinosauro, ci si infilano dentro lo prendono per la coda ti mostrano la corazza e lo lasciano di nuovo.

Nel frattempo non hai capito un cazzo di come vive un serpente mocassino o di cosa mangia l'armadillo, ma credi di dover pensare che quel tipo, si, quel tipo, è veramente cool.

Basta voglio tornare ai documentaristi anonimi!

giovedì 13 settembre 2012

Acqua




Quanta acqua abbiamo?
Intanto, cominciamo a vedere il nostro pianeta come un sistema chiuso, una grande astronave in cui tutto si rigenera e niente si crea dal nulla. Nessuno arriverà dal pianeta Astrusia a regalarci un po’ d’acqua fresca. Quindi quello che abbiamo è quello che gira e rigira da millenni. Probabilmente bevo l’acqua che ha pisciato Giulio Cesare prima di essere accoltellato, o che ha bagnato le caravelle di Colombo in viaggio verso l’America. Proprio un paio di mesi fa cercavo un libro sul ciclo dell’acqua per i bimbi. Ce ne sono a decine bellissimi e colorati, ma io volevo una cosa vera. Va bene, l’acqua evapora dai mari poi si condensa e piove in torrenti fiumi e laghi. Ma non è proprio così. “Mamma dove va l’acqua che uso per lavarmi?”. O peggio “Dove finisce la mia cacca quando tiro lo sciacquone?”. I bambini di oggi fanno domande del genere. Esiste una rete fognaria che provvede al filtraggio dell’acqua ed alla sua rimessa in circolo. Non è proprio come il viaggio della simpatica gocciolina dei libri per i piccoli. Se viene difficile spiegare dove sia finita la pipì di Giulio Cesare, almeno parliamo dell’acqua delle nostre case, delle nostre città, di come viene trattata e della fine che fa.

Sappiatelo, di tutta l’acqua che c’è in giro solo il 3% è acqua dolce, e di questa solo una minima percentuale è potabile. 

giovedì 12 luglio 2012

venerdì 1 giugno 2012

Rituali


Quando torno da Roma, dove talvolta vado per lavoro, mi piace arrivare a Termini con un po' di anticipo per avere il tempo di comprarmi il gelato. Certo potrei comprarmi il gelato in qualsiasi altro momento e luogo, e magari lo faccio. Ma sul ritorno da Roma difficilmente transigo. Mentre aspetto che sul pannello elettronico appaia il binario del mio treno verso casa, mangio il mio gelato, magari guardo qualche vetrina. I rituali si sa, danno sicurezza. Stessa causa, stesso effetto; arriverò a casa per cena. E poi il gelato è buono.
Mio marito ad esempio usava sempre la stessa camicia per gli esami universitari. Purtroppo si trattava di una bella camicia di flanella invernale che in estate gli provocava non poco disagio termico.
Ecco adesso, col terremoto in Emilia che incombe, si assiste di nuovo al solito teatrino: le autorità sentono profondamente il dolore per le vittime, è normale che ci sia il terremoto, ma non che crollino gli edifici, BLA BLA BLA. Sinceramente li ascolto tutti malvolentieri, preferisco parlare col mio collega di Cento che ha laggiù casa e famiglia e cerca in qualche modo di andare avanti.

Cari cosi, stavolta il solito gelato non basterà.

mercoledì 7 marzo 2012

Immagini topiche


Ecco ormai è un’immagine topica. Titolo: “Borse in calo, MIB al -3%” . Immagine: uomo in camicia e cravatta con le mani tra i capelli, oppure la testa sulla scrivania, oppure le dita davanti alla bocca. Sullo sfondo altri uomini in atteggiamenti simili, le maniche della camicia tirate su fino al gomito manco avessero appena finito di spalare la terra. E te che pensi “No cazzo e ora?”. Non che tu ci capisca una sega, ma insomma come i cani addestrati sai che borse in calo=casini vari=ditte che licenziano per via dei margini mutui su sfiducia sui mercati.

Ecco intanto perchè in borsa lavorano solo uomini? Diffido un po’ degli ambienti mono-sex. Se poi sono esclusivamente maschili, me li immagino a fare la gara a chi piscia più lontano o a chi rutta per almeno 5 secondi in modo sonoro. Ma no, questi sono signori bene educati, e usano le SPRED per buttartelo in culo.

Comunque, per par condicio, voglio anche l’immagine topica positiva. Titolo “Borse in crescita, MIB al +3%”. Immagine: uomo (o donna) che spicca un salto verso l’alto, braccia al cielo, sorriso a 32 denti. Sullo sfondo altre persone in atteggiamenti simili, chi salta la staccionata come nella nota pubblicità dell’olio, chi si dà un bacio, chi grida di gioia. E te che pensi, come un cane addestrato a cui danno il biscotto quando ubbidisce, “Bene, è la volta bona che mi danno il posto fisso”.

(Auguri Nonna! 99)

venerdì 2 marzo 2012

Liberi di scegliere (fino alla fine)


Rimasi sorpresa, qualche mese fa, alla notizia del suicidio di Lucio Magri. Posso sforzarmi di capire il momento di disperazione che spinge a cercare la morte, ma non sapevo esistessero in Svizzera delle organizzazioni che formalizzassero una decisione simile, presa quindi con lucidità, oltre il dolore o la depressione di un periodo difficile. Eppure, parlando, scoprii che esistono persone a cui in effetti piacerebbe decidere anche quel momento, dove, quando e come morire, evitando di attaccarsi istintivamente a qualsiasi spiraglio di vita, evitando di lasciarsi cogliere di sorpresa dalla falce nera.
Ecco, quando ci fu il caso Englaro, qualcuno ebbe il coraggio di dire che Eluana poteva ancora avere dei figli; si certo, se qualcuno l'avesse violentata da inerme, nel suo letto. Qui, nessun clamore.
Guardando la foto di Lucio Magri sul giornale pensai "Che bell'uomo". E poi che quella canzonetta di dieci anni fa, "Suicidio Travel" di Bobo Rondelli, non era solo una canzonetta.

mercoledì 16 marzo 2011

Emotività e Ottusità


“Non bisogna farsi prendere dall’emotività”. Questo lo slogan in Italia per sostenere ancora e nonostante tutto il nucleare. “Non bisogna farsi prendere dall’ottusità”, la mia risposta. Perchè se di fronte a quello che sta succedendo in Giappone, alla morte ed al rischio reale di contaminazione si parla di emotività e si continua a proporre il nucleare come soluzione energetica sicura, allora l’ottusità regna sovrana. Provino almeno, i nostri capi di governo ed economia, a guardare la reazione europea e provino ancora a sostenere che invece noi italiani dobbiamo essere razionali. Se volete parlare di emotività, allora va bene, chiamatela come vi pare, chiamatela pure paura, quel sentimento atavico che ci spinge alla sopravvivenza e non al sarcofago, e se volete chiamatela anche panico, perchè se contaminiamo il mare, i pesci, il latte, ed i nostri organi vitali, allora si, andiamo nel panico. E non parlate di timore, che mi pare troppo poco, non ci servono diagrammi e paroloni tipo “nucleare di terza o quarta generazione”  per capire che di questo passo non arriveremo neanche alla prima, di generazione. Vogliamo un futuro radioso, non radiattivo. E se proprio desideriamo affidare al vento il compito di sciogliere le nostre nubi, che sia con l’energia eolica.
Si alle fonti rinnovabili, no al nucleare.

giovedì 8 ottobre 2009

Lei e' piu' largo che lungo

“Lei è più bella che intelligente”. A questa affermazione, qualunque gentiluomo o gentildonna di origine labronica avrebbe risposto: “Lei è più largo che lungo”, oppure analogamente “Si fa prima a saltarla che a girarle intorno”.
Eppure nessuno ci ha allietato di cotanto ardore, e la frase “Lei è più bella che intelligente” è rimasta lì, sospesa, offensiva anche per la più bella delle donne, ed indice di un fondato radicato massacrante maschilismo che posiziona le donne alla stregua di oggetti belli da mostrare e/o utilizzare.

venerdì 31 luglio 2009

RU486

È arrivata oggi anche in Italia la pillola abortiva RU486. Potrà essere utilizzata solamente in ospedale ed entro il quarantanovesimo giorno di gravidanza.
Il Vaticano condanna l’uso della pillola ed informa che comporta la scomunica automatica.