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mercoledì 5 luglio 2017

Giornata alle Vaschine

Levati le scarpe, veloce veloce. Senti questi scogli lisci e tiepidi sotto la pianta dei tuoi piedini. Senti questi scogli lisci e tiepidi sotto la pianta dei tuoi piedi adesso adulti. Salta da uno scoglio all'altro, attenzione a dove vedi marrone e liscio perchè lì si scivola. Accovacciati in questa buchetta vedi c'è un granchio, possiamo prenderlo e guardarlo da vicino, e poi lasciarlo libero, osservarlo scappare con titubanza ed in modo guardingo.
Adesso facciamo un tuffo, in questa vasca addirittura non si tocca quando il mare è un po' agitato. Senti come fa il solletico la schiuma dell'onda che arriva, si frange sugli scogli, ma comunque ti raggiunge bianca e veloce, senti la corrente sulle gambe.
Torno giovane in un attimo qui, faccio amicizia con Diego che trema sotto la maschera, sostiene di avere visto un polpo e vuole convincerci di non avere freddo invece fa il bagno da mezz'ora ed ha le labbra viola. Parlo con due bimbi di Prato che prendono muggini con un secchino pieno di farina ed una busta bucata. Una bimba mi mostra una conchiglia piccola piccola, mentre il Grande ha preso un favollo ed il Piccolo mi placca alla gambe mentre sono in acqua.
La corrente ti porta fuori se non stai attento, ma non è difficile rientrare e salire, non ti spaventare mamma vedi è un attimo. Non mi spavento amore anche io oggi sono una bimba come te. C'è anche un bimbo di New York. Mamma c'è il mare a New York? Si che c'è.
Dai facciamo un altro tuffo così poi ci si asciuga e si va a casa.

giovedì 1 giugno 2017

La mia gita in Gorgona - secondo un undicenne

25/05/2017
Il 24 maggio mi sono alzato presto, ero assonnato ma allo stesso tempo eccitato per la gita in Gorgona con la mia classe.
Il viaggio di andata è durato circa un’ora ed appena siamo arrivati ho notato subito un’acqua splendente e un polpo bello grosso. La nostra guida di nome M. ci ha fatto vedere un vecchio muro romano per farci capire che l’isola era abitata, qualche minuto dopo siamo entrati nel paese dei pescatori, precisamente allo spaccio dove io e la mia classe abbiamo fatto un piccolo spuntino, lì vendevano la pizza fatta proprio dai carcerati e altri cibi fatti sempre da loro, l’isola di Gorgona è un carcere.
Poco dopo la guida ci ha fatto vedere cala Martina, molto bella per i miei gusti. Una volta visitata la cala ci siamo recati alla torre dell’orologio che funziona come la meridiana poi al bosco dove abbiamo visto carcerati che giravano per l’isola i quali sono quasi liberi, per andare nel carcere della Gorgona devi avere già fatto due terzi della tua pena e devi avere anche una buona condotta carceraria.
Poi ci siamo addentrati nel bosco dove c’era molto silenzio e calma, dopo qualche ora di cammino M. ci ha fatto vedere una pianta che c’è solo in questa isola, la pianta si trovava sopra uno strapiombo mozzafiato.
Poi siamo andati al cimitero dove la guida ci ha fatto leggere in particolare la lapide di Giovanni Citti con su scritto di porgere una preghiera a lui il quale defunto è il padre di L. Citti una signora di novanta anni la quale è l’unica persona che abita tutto l’anno in Gorgona e M. ci ha raccontato che quando si fa il viaggio di ritorno Lei apre la finestra e saluta.
Ma ora arriva il pezzo divertente della gita: una mezzora prima di sbarcare quasi tutta la classe ha fatto il bagno l’acqua era fredda ma ci si stava bene, poi siamo andati sugli scogli dove J. ha tentato di ributtare un polpo in mare ma è successo qualcosa di inaspettato: l’animale si è attaccato al braccio del mio amico e agitava la mano per cercare di liberarsi e urlava aiutoooo! Alla fine il polpo si è liberato dal braccio di J.
Al viaggio di ritorno si è salutato L. Citti. È stata davvero una bella esperienza!!!!

                                                                                               FINE!

                                                             CIAO!

mercoledì 6 luglio 2016

Mamme Insature

Ecco, ci siamo, con Egle Bartolini esce questo mese sul Vernacoliere la nuova striscia di "Mamme Insature". Io ai testi, lei ai disegni. Perché se provassimo alla rovescia, chissà che casino.



lunedì 13 giugno 2016

Zanzarismi notturni

Eccola, la prima zanzara che nella notte viene a ronzarmi proprio in un orecchio. Ma poi perché proprio nell'orecchio? O non potrebbe ronzare che so, sulle braccia?
Smanacco nel buio, non la sento più, forse mi sveglierò con la solita sgommata di sangue sulla federa.
Passano pochi minuti, sto per riaddormentarmi, nel buio si sente una vocina che bisbiglia....è quella del Piccolo mi pare ...
...
"Babbo? oh Babbo? Ma la senti anche te questa moschina?"

lunedì 6 giugno 2016

Un lunedì mattina pieno di spinte positive

Scendo le scale, sto portando il Piccolo a scuola. Lui si ferma, mi scruta con aria di commiserazione, e poi sentenzia: "Mamma, bisogna che un giorno ti dica io come vestirti"
"Figlio, scarica le tue aspirazioni di abbigliamento e acconciatura sulla tua futura fidanzata, che io mi vado bene così"

Pensare che ha appena 10 anni!

mercoledì 11 maggio 2016

Imprevisti della buonanotte

In camerina la luce è già spenta. Entro piano piano per dare la buonanotte ai bimbi. Non si vede una sega. Raggiungo il letto più lontano, mi accovaccio per il bacino di saluto, calcolo male la distanza dal bordo del letto, e.....

PORC@!#*IA"!!&@

prendo un colpo tremendo al ginocchio sinistro, mi siedo per terra al buio per resistere al dolore, Marito corre a prendere del ghiaccio, mi lamento pesantemente a luce spenta, proprio adesso che i bimbi stavano per addormentarsi!
Chissà che spavento si sono presi!

Illusa: in realtà il Piccolo sta russando e il Grande sta ridendo. Buonanotte eh!


venerdì 26 febbraio 2016

Figliolevole

Erano gli anni '80 quando la nostra amica di famiglia M. decise di portare tutti noi bimbetti rompicoglioni a pescare al moletto con la canna. Eravamo in vacanza in Corsica, nel paesino di Centuri, io, mio cugino e l'amica F., sua figlia. E si rompeva parecchio, per questa uscita di pesca!
Alla fine, armati di canna, esca e secchielli, M. ci tenne al moletto tutto il tempo che volemmo restare, e non mi ricordo se la pesca fu più o meno copiosa, ricordo solo che ad un certo punto mio cugino esordì, nel ringraziare M. per la sua disponibilità e pazienza: "Sei proprio figliolevole!".

Era una parola nuova, bella e amorevole. Dé però un s'è mi'a fatto tutto questo casino!

martedì 9 febbraio 2016

Come sopravvivere ad un pigiama party di diecenni

Ecco, ci siamo, per il suo compleanno il Piccolo formula il suo desiderio, passando per l'affitto di un casolare su due piani con piscina, attraverso una pizzeria con animatore ballerino, per poi finire con il pigiama party a casa nostra. Gli concedo di invitare al massimo 6 bambini; aggiungendo lui ed il Grande si arriva ad una bella cifra di otto bambini per casa, quasi a scimmiottare l'ultimo film di Tarantino.
Appuntamento sabato ore 18,30 armati di pigiama, spazzolino, sacco a pelo. Il primo bambino, il mitico B., spunta a casa nostra magicamente verso le 16. Alla spicciolata compaiono tutti. Corrono su e giù per la casa come gli stormi di uccelli urlanti, volando a gruppi apparentemente disordinati. Riusciamo ad organizzare qualche pausa con:

  • giochi vari (play station, Kaleidos)
  • pizza
  • torta e candeline
  • scarto del regalo.
La casa sembra invasa, ma verso le 23 ce la facciamo a sistemare tutti i bimbi sul divano letto e sui materassini gonfiabili, di fronte ad un film incomprensibile-ma-violento scelto da Marito. Per fortuna nessuno segue lo schermo e ad un certo punto magicamente si spengono le luci, e tra uno "SHHH" uno "zitti" ed un "dormite" attorno alle due di notte sembrano tutti abbracciati a Morfeo.

Illusione!

Alle 6,20 le prime risatine, cui rispondiamo con un nuovo invito a dormire. Qualcuno si è tolto il pigiama per il caldo ed è rimasto in canottiera, l'assetto della buonanotte è stato completamente stravolto e molti si sono scambiati tra divano letto e sacco a pelo. Arriviamo a stento alle 8,20 e dopo una abbondante colazione li spedisco tutti nel cortile sotto casa armati di spade di gomma piuma, walkie talkie e pistole di plastica. Li sorveglio dalla finestra, e li sorprendo tutti correre al grido "Conquistiamo la Chiesa!" in direzione appunto della Chiesa di quartiere. Ci mancherebbe altro!
Tornano su stanchi, con la scarpe fradice, e disposti a cimentarsi in un'altra partita di Kaleidos. Purché nessuno imbrogli!

Ma poi come è andata la crociata?

mercoledì 25 novembre 2015

Tre giorni e mezzo a Londra con bambini, bella storia


Preparazione e Consigli: Per prepararmi al viaggio e scegliere le cose da fare e vedere ho letto la guida "101 Cose da Fare a Londra". Ovviamente sono innumerevoli i siti, blog, o guide cartacee come la Lonely Planet anche in versione mini guida, che potrete consultare, e vi consiglio di farlo per selezionare quello che vi interessa e avere qualche alternativa a seconda del tempo che troverete. Alcune informazioni di base sono:
  • in UK c'è la sterlina. Potrete comodamente ritirare del contante all'aeroporto, anche se per la maggior parte delle spese potrete liberamente usare la carta di credito. Per il ritiro di contante dagli sportelli automatici ricordatevi il PIN della vostra carta;
  • Londra è costosa, rassegnatevi, è davvero difficile fare una vacanza economica;
  • portatevi un adattatore per le prese dei vostri piccoli accessori come caricatore per il cellulare o asciuga capelli;
  • procuratevi una mappa. Io l'ho comprata sull'aereo per 3 euro e mi è stata utile.
  • organizzatevi per il trasferimento dall'aeroporto all'albergo/appartamento/B&B dove alloggerete. Da mia esperienza se siete due famiglie risulta conveniente appoggiarsi ad una agenzia di taxi, invece nel caso di una famiglia è meglio prendere il treno nel nostro caso da London Stansted fino a Liverpool Street, e poi spostarsi con la metro. Il treno impiega un'ora circa, ma è molto comodo e dotato di connessione gratis ad Internet.
  • una volta in centro comprate allo sportello della metro la Oyster card, vi farà risparmiare sugli spostamenti in metropolitana. Allo sportello potrete farvi consigliare sulla migliore tariffa; noi ad esempio abbiamo scelto una tariffa 4 giorni e ci sono avanzati 40 pence a testa. Più la Oyster che se riconsegnata a fine vacanza vi restituirà circa 5 sterline a carta.
  • In ogni ristorante, fast food o pub troverete con molta probabilità qualche giovane italiano che lavora lì. Vi farà piacere, ma vi farà anche riflettere sulla situazione lavorativa italiana.
Giorno 1 (mezza giornata): noi abbiamo alloggiato al Russell House B&B, in Russell Square. Non si può prenotare on line, ma solo telefonicamente. E' comodo, centrale, le camere sono molto piccole, ma pulite, l'accoglienza è ottima, la colazione buonissima, il personale gentilissimo, la famiglia dei proprietari è di origine italiana quindi si parla anche l'italiano. Il primo giorno siamo arrivati piuttosto tardi, quindi abbiamo giusto avuto il tempo di un giretto nei dintorni dell'albergo, che è a due minuti del British Museum, per poi finire la serata Trafalgar Square e cenare al Piccadilly Circus. Lì abbiamo cenato in una pizzeria italiana che ci è stata consigliata, piuttosto buona, a parte la mia pizza con due pelati interi mollati sopra.


Giorno 2: mattina dedicata alla visita del British Museum, un museo davvero bello, soprattutto per ciò che riguarda la parte egizia. Nel pomeriggio abbiamo goduto, passando prima per  Big Ben, del giro panoramico sul London Eye, costoso ma bellissimo, per poi proseguire a piedi lungo il Thames. Una bella passeggiata che consiglio: ci sono giardinetti, locali, negozi, artisti di strada. Abbiamo anche trovato un'area AIG dedicata alla squadra di rugby degli All Blacks, visto che eravamo nel periodo dei mondiali ospitati a Londra, con tanto di Haka in realtà virtuale e prove pratiche su come effettuare mete o passaggi. Siamo infine arrivati Tower Bridge, fino al London Tower. Già verso le 16,30 è troppo tardi per visitarlo e quindi abbiamo rimandato al giorno successivo. Esausti, abbiamo cenato al Pret a Manger, una linea di fast food tendente al biologico ed all'ecologico, proprio di fronte al nostro albergo.

Giorno 3: La mattina abbiamo visitato la Tower of London, da non perdere, con i magnifici gioielli della corona. Un piccolo castello dove in passato hanno avuto residenza i reali inglesi, e che permette di fare un tuffo nel modo di vivere del Medioevo. Dopo, attraverso il verdissimo Green Park siamo arrivati a Buckingham Palace; c'è una sezione degli alloggi reali che è visitabile, ma solo in agosto e settembre. Abbiamo quindi finito la giornata al Natural History Museum, per poi cenare di nuovo al Piccadilly, al ristorante del negozio Rain Forest, molto carino per i bambini. Essendo sabato sera, abbiamo trovato la zona Piccadilly davvero sovraffollata, soprattutto impressionante il numero e lo stato dei giovani ubriachi, insomma non è il massimo per una famiglia con bambini. Inoltre i pub dopo le 18 non permettono l'ingresso dei bambini, anche se ovviamente state solo cercando un posto dove cenare.






Giorno 4: Giornata dedicata ai mercatini. Di mattina il coloratissimo Camden Town, con tutti i particolari prodotti offerti, i corridoi dove perdersi, gli odori da sentire. Se ci capitate, mi raccomando fate un salto al Cyberdog, un negozio davvero particolare nel genere e nei prodotti, dove i commessi e le commesse sono stati davvero gentilissimi con noi che stavamo cercando una maglietta della taglia giusta. Finalmente abbiamo assaggiato il tipico Fish and Chips al Poppie's; buono, ci abbiamo messo fino alla sera per digerire tutto, più una lunga passeggiata in Hyde Park. Quindi eravamo pronti nel pomeriggio per il mercato più piccolo ed ordinato di Covent Garden, e per i suoi bravissimi artisti di strada.

mercoledì 5 agosto 2015

Chi dorme non piglia pesci

Allora è deciso. Venerdì mattina presto i bimbi vanno a pescare con marito in Barchetta. La preparazione non è venuta fuori così semplice. Quale esca? Quali strumenti? Dove? Ne abbiamo parlato anche in auto ieri, venendo via dal mare.
"Allora venerdì andiamo a bolentino".
Piccolo: "Babbo cosa vuol dire a bolentino?"
Marito: "Vuol dire pescare dalla barca."
A quel punto il Piccolo va su tutte le furie, probabilmente per aver finalmente compreso il significato semplice di una parola complessa che gli ronzava intorno da mesi "E allora dillo subito, dalla barca, no bolentino. Basta con questa parola bolentino!"
Il Grande cavalca la scia del Piccolo "Io non voglio pescare con le aringhe. Le aringhe sono per i pesci predatori".

Sono tutti corrucciati. No aringhe, no bolentino. Barchetta si può dire?

lunedì 25 maggio 2015

Non solo giochi elettronici


Avete mai pensato a quanto tempo possa passare un bambino giocando con una scatola di cartone capace di contenerlo? Provate a portarne una a casa e lo scoprirete.

mercoledì 13 maggio 2015

Riflessioni del piccolo, di prima mattina

"Mamma, e se questo fosse solamente un mio sogno, se noi non esistessimo e tutto questo fosse solo immaginazione?" dice il Piccolo stamani sorseggiando il tè.
"Può essere" rispondo io.
"Eh si, può essere" riprende lui.

Ecco, se questo succede a 9 anni, che cosa mi chiederà a 14?

lunedì 20 aprile 2015

Genitori di Rugbisti



Mi sono chiesta spesso perché ci svegliamo alla 5, prendiamo un pullman, spendiamo, cuciniamo il giorno prima per portare qualcosa da condividere, passiamo le giornate sotto il sole oppure sotto la pioggia, torniamo a casa tardi e poco pronti a ripartire per la settimana lavorativa.
Qualcuno lo fa per vincere, qualcuno per passare la giornata tra amici, altri per provare una nuova cosa o seguire la passione dei figli.
Io lo faccio per le emozioni. Quelle che mi regalano i bambini con la loro passione per il gioco, la loro grinta, la loro motivazione, le loro gioie, a volte le loro lacrime, gli abbracci, l’impegno. Questo va oltre il risultato. Certo non disdegno una finale, gioisco per la vittoria, ma è quando questi bambini danno tanto e si divertono per primi in campo, che mi diverto anche io.



martedì 16 settembre 2014

Battaglia per l'acquisto del materiale scolastico

Ieri primo giorno di scuola coi bimbi. In mattinata ci accorgiamo che quasi tutti i grembiuli sono ormai piccoli, quindi: Azione 1 comprare un paio di grembiuli più grandi. Pomeriggio dedicato all'acquisto del materiale didattico (Azione 2)  che i maestri hanno fatto riportare sul diario scolastico. Ma prima servono le scarpe nuove per l'inverno (Azione 3). Di fronte ad una parete piena di calzature, con l'aiuto di un commesso gentilissimo, riusciamo a non comprare niente; i bimbi non sono convinti, ed oltretutto il grande cade da una panca e sbatte la testa su un'altra. Usciamo e ci rechiamo nel più vicino Bar, l'unico in Italia che non tenga ghiaccio, e che in cambio mi vende una bottiglietta d'acqua fredda da tenere sul bernoccolo.
Comunque l'Azione 3 è fallita, non mi piace girare per negozi. Ci rechiamo al supermercato dove anche l'Azione 1 viene annullata perché i grembiuli sono pressoché finiti. Nel frattempo lottiamo contro una calca di genitori e bambiniimpazziti per recuperare risma di carta, quaderni a quadretti, quaderni a righe, pennarelli, foderine colorate. Riusciamo ad accaparrarci qualcosa, Azione 1 completata! Però in casa non c'è più frutta, e visto che marito ha promesso che ci avrebbe raggiunti all'Iper, possiamo anche fare la spesa, poi ci aiuterà con le borse. Abbiamo quasi finito, prendo il cellulare e trovo un SMS "Amore sono a casa".
Amore sono a casa????

#@][!!!!

Avrebbe potuto scrivermi "Amore ti ho tradito", mi sarei incazzata uguale. Lo chiamo "Come sei a casa?", lo aggredisco.
"Sono arrivato all'Iper ti o chiamata non hai risposto pensavo tu avessi finito e sono venuto a casa"
"Non ho tue chiamate! - in realtà non lo so non ho controllato - Mi avevi promesso che saresti venuto. Ci vediamo a casa" e butto giù.

Ecco imparate questo uomini di tutto il mondo, ogni parola fatta a una donna è una promessa, ogni promessa è debito.

Arriviamo a casa che sono quasi le 20 con solo l'Azione 2 compiuta, più molta frutta. Vedo le luci accese di casa nostra, marito si affaccia giulivo sul terrazzo "Hai intenzione di guardarci da lì con le tue belle ciabattine, o scendi ad aiutarci?" esclamo. Si precipita giù, dalla velocità con cui arriva credo sia sceso con la fune nella tromba delle scale, e mi aiuta con le buste mormorando "Di solito fai da sola".

Non ricordo cosa gli ho risposto. Sicuramente qualcosa di acido e malvagio.

Sono davvero tremenda, ma ovviamente non chiederò mai scusa.

mercoledì 3 settembre 2014

Mare, Vaschine



La solita fissata. Non posso farne a meno. Gli scogli, quegli scogli lisci su cui studiare la migliore posizione. Il mormorio delle persone accanto a te. I tuffi dei bimbi, il saltellare da una pietra all'altra, la ricerca di un piccolo polpo da guardare catturare e liberare subito, i granchi, le maschere, i capelli appiccicosi, l'erbetta scivolosa su cui giocare.
Il mare, quel mare; ti adoro.


giovedì 7 agosto 2014

Tempismo perfetto



Marito ha un tempismo perfetto. Per esempio se metto la lavatrice degli scuri, lui appena è finita decide che è il momento di cambiarsi la maglietta nera ed i pantaloni grigi. Trovo la cosa affascinante ed inspiegabile.

Ieri il grande era intento a mostrarmi un trucco di magia. Aveva due pezzi di corda in mano e fingeva che fosse uno solo. Era molto concentrato ed io lo stavo a guardare. Poi ha preso un paio di forbici ed ha finto di tagliare la corda, e mentre un pezzo è caduto marito ha deciso di passare proprio da lì con l'aspirapolvere e SLURP il pezzo di cordicella è stata risucchiato in un attimo, proprio non l'ho visto.

Che dire, il trucco è perfettamente riuscito.

lunedì 4 agosto 2014

Le ultime parole famose

Questa settimana era densa di impegni, tanto che l'ho detto a marito "Mi aspetta una settimana molto densa", pensando già a come organizzarmi, tra la consegna di un lavoro in scadenza, la serata al mare dagli amici del rugby dei bimbi stasera (e volevo andarci a corsa!), la cena con le amiche domani ed un compleanno di un amico del piccolo mercoledì.
Ecco, ho 38.

@#!!!!!!!

Niente amici del rugby stasera, niente amiche domani, niente compleanno mercoledì.

Ma io sono ottimista, domani mi sveglierò completamente rigenerata, me lo sento. Per ora però ho i brividi.

lunedì 26 maggio 2014

L'aceto, il mestolo ed il bambino


Giornata impegnativa venerdì. I bimbi sono a casa perché la loro scuola fa seggio, ed io decido di lavorare da casa. Ho parecchie riunioni da remoto per cui devono stare zitti, mentre fanno i compiti. In particolare il pranzo si riduce ad un'ora tra l'una e le due, in cui cucino qualcosa e cerchiamo di mangiare. Mentre la minestra è nei piatti, il grande mi chiede una spiegazione sulle divisioni. Nel frattempo il piccolo sguscia, combina qualcosa, non ci facciamo caso; nel frattempo il piccolo prende l'aceto che sta sull'acquaio (lavello n.d.r.) e che uso per togliere il calcare, e ne versa una buona dose nella minestra del grande, ma non ce ne accorgiamo. Il grande inizia a mangiare mentre il piccolo canticchia che ha fatto uno scherzo. "BUA che schifo" esclama il grande alla prima cucchiaiata. "Ah ah ci ho messo l'aceto" ridacchia il piccolo.
Divento una iena, nella boccetta potevo averci messo anche l'ammoniaca per pulire. E poi non avrei avuto il tempo di preparare altro come primo. Ho il mestolo in mano, minaccio il piccolo di prenderlo a mestolate, cosa che poi non farò. Il piccolo alchimista comincia a realizzare di averla fatta grossa, lo costringo a mangiare almeno un po' di quella minestra deviata, le lacrime scendono dalle guanciotte. Si lo so che adesso mi viene da ridere, ma sul momento ero davvero arrabbiata.
"Ecco adesso come faccio, e poi potevamo correre all'ospedale, e poi lunedì martedì mercoledì state coi nonni o con la baby sitter perché così non ce la faccio e poi..."
"Mamma mercoledì torniamo a scuola"
"Ah, giusto."

Io li trovo comunque adorabili.