Il consiglio del giorno: se sei triste, scegli un film di merda triste, e guardalo.
Piangerai a dirotto, ma non per il film triste che, essendo di merda, non ti coinvolgerà, ma per i tuoi motivi tristi.
E ti sfogherai.
Ti farà bene. Per questo ringrazio di cuore registi ed attori dei film di merda tristi, perchè danno un grosso contributo alle persone nei loro momenti tristi.
Adoro quelle giornate ovattate, in cui il mare è grigio azzurro, calmo come se fosse in attesa. Quelle giornate in cui l'orizzonte è invisibile e confuso, ed in cui il cielo sembra baciare l'acqua salata.
Camminando ti accorgi che c'è un silenzio incredibile, lo sguardo volto sempre verso la Gorgona, lontana eppure quasi a portata di mano. Tutto sembra come sospeso, anche il tempo.
I pensieri fluttuano sopra la tua testa, senza toccarla mai. Tu scivoli come su una patina. Non pensi nemmeno a domani.
Risulterò sicuramente fuori moda. Adesso che è tutto ganzo, e si postano sui social solamente giornate pazzamente divertenti, eventi esagerati, ed anche se così non sono stati, così li si fa apparire raccogliendo decine e centinaia di "mi piace" e prendendo per il culo se stessi oltre che decine e centinaia di contatti. Eppure essere seri pare quasi sia un reato.
Commettiamolo, questo reato.
Per me è un periodo così, "leggermente complicato". Non ho molta voglia di scherzare né, come direbbe il Piccolo, di essere "spumeggiante". Ci sono vari eventi e altre piccole complicazioni che talvolta mi evitano di ridere. Un po' la mia nonna, un po' il lavoro un po' il caldo, un po' le aspettative, queste maledette spine che si chiamano aspettative e che se non le togli ti bucano il culo, un po' il sonno e l'allarme di casa che scatta autonomamente all'una di notte, un po' questo essere donna e quindi così magnificamente complicata.
E' normale e passerà.
Basterà pensarci meglio, riflettere, magari ricorrere alla pappa reale e ad un vestito nuovo, tutto colorato, un po' corto, ma non troppo.
Così riuscirò a nuotare fuori dal blu.
In base ad un’indagine statistica effettuata da me medesima ho concluso che la capacità di un italiano di fare l’otto con lo scooter è inversamente proporzionale alla sua conoscenza dell’inglese. Personalmente sono davvero scarsa con l’otto. Ci ho provato circa tre anni fa con lo scooter grosso e scassato di mio marito, volevo prendere la patente A, poi fortunatamente sono rimasta incinta ed ho potuto interrompere quella attività straziante con un alibi perfetto. Adesso mi ritocca. Le prove che tu eviti perché non riesci a superarle, prima o poi ritornano e ti chiedono un riscatto. Quindi rieccomi qui, con uno scooter enorme e ancora più scassato, a provare questo cazzo di otto. Che poi quando mai ti ricapiterà di dover percorrere un otto in una strada cittadina; forse nel caso in cui tu voglia essere arrestato per guida pericolosa. E poi, visto che la matematica non è un’opinione, invece dell’otto non potrei fare tanti uno?
Decido di tagliarmi I capelli. Ho come la sensazione di sembrare un ananas. Ne parlo con una collega “ Si in effetti sono un po’ troppo voluminosi dietro”. “Ma no” commenta un collega “sono come sempre, vanno bene più o meno”. A questo punto è un sondaggio, un exit poll. Chiamo mio marito “Secondo te dovrei tagliarmi i capelli”. Risponde: “Ma chi C_ _ _ _ se ne frega, non mi ricordo neanche come sei fatta!” poi, pensando di aver esagerato “Amore, ma lo sai che per me sei sempre bella”.