Sull'aereo per Stoccolma c'era un trentenne con acconciatura e baffetti alla Hitler. Non so se fosse per solo gusto estetico, e voglio sperare che non sia stato anche per tendenze politiche o ideologiche, ma devo dire che quando la hostess gli ha inavvertitamente (?) affondato il carrello porta vivande sul ginocchio sinistro, non mi è dispiaciuto moltissimo.
Le vivande: un tempo su un aereo ti portavano le lasagne anche alle 16 del pomeriggio. Devo ammettere che per non annoiarmi divoravo tutto e spalmavo formaggini su fette di pane duro. Adesso invece ore 21 un mini pacco di patatine salatissime, e basta.
Fa freddo. In albergo sembra di essere all'Ikea, stesso odore di legno fresco e vernice, e stasera mi sa che se voglio dormire devo montarmi il letto con tanto di brugole ed istruzioni.
Il caffè è imbevibile. Anzi, come direbbero i mi' figlioli, "il caffè fa ca'a". Quando ci vole ci vole.
lunedì 24 ottobre 2016
venerdì 7 ottobre 2016
Ciao Nonna M.
"Speriamo mi resti un po' di collo per arreggere la testa". Con queste parole ti voglio ricordare, e con quel grande simpatico sorriso con cui mi hai salutata qualche giorno fa, nonostante il dolore.
Se qualcuno pensa che dopo una certa età si è inutili, niente di più sbagliato, perché molti anziani col loro vissuto, il loro atteggiamento e le loro parole possono insegnarti più di cento scuole.
Ciao Nonna M.!
giovedì 29 settembre 2016
E' più inquinata l'aria di New York o quella di Livorno?
lunedì 26 settembre 2016
L'importanza di essere espliciti?
Ecco, ma c'era proprio bisogno di far vedere il sangue nel lavandino per ben tre volte?
Voglio dire, nella pubblicità dei medicinali contro la diarrea devo aspettarmi un WC inondato di squacquera?
martedì 20 settembre 2016
Io odio cucinare
Basta l'ho detto.
In questo mondo di "like" e piatti fotografati, filmati, condivisi, faccio coming out e lo dico, odio cucinare. Invece di fotografare, filmare e condividere i vostri piatti, mandateli a me in una sporta che così evito la fatica. Li scaldo al micro-onde e via, tutti a tavola. Non osate propormi un corso di cucina, piuttosto vado a fare arselle. Non portatemi libri o link di ricette. Basta!
Faccio volentieri una eccezione solo per pane, pizza e dolci, perché il forno mi sballa.
Ah bene!
In questo mondo di "like" e piatti fotografati, filmati, condivisi, faccio coming out e lo dico, odio cucinare. Invece di fotografare, filmare e condividere i vostri piatti, mandateli a me in una sporta che così evito la fatica. Li scaldo al micro-onde e via, tutti a tavola. Non osate propormi un corso di cucina, piuttosto vado a fare arselle. Non portatemi libri o link di ricette. Basta!
Faccio volentieri una eccezione solo per pane, pizza e dolci, perché il forno mi sballa.
Ah bene!
martedì 13 settembre 2016
lunedì 12 settembre 2016
Paraolimpiadi: oltre la disabilità
Noi seguiamo le Paraolimpiadi.
Come per le Olimpiadi, quando siamo a casa seguiamo le Paraolimpiadi in TV.
Come per le Olimpiadi, ne parliamo con amici e conoscenti, con stupore.
Eppure mentre per le Olimpiadi parlavamo principalmente di record raggiunti, di quante medaglie sono state prese dal singolo atleta o dalla singola nazione, dei gesti sportivi, qui finiamo per dire "Hai visto quello cosa ha fatto, in bici senza una gamba!", oppure "Forte quell'atleta a fare il salto in lungo con due protesi al carbonio!", ovvero finiamo per porre l'accento sulla disabilità e non sul traguardo che viene raggiunto (nonostante la disabilità).
Ma è questo il senso?
Oppure questi atleti forse corrono saltano e nuotano per andare oltre la disabilità e noi lì a ricordarla ogni volta?
Forse dovremmo fare lo stesso, superare questo nostro limite di normo-dotati e vedere oltre la disabilità, perderla di vista, applaudire il risultato sportivo le medaglie la sportività senza porre l'accento sulla disabilità stessa.
Credo sia questo lo scopo. O forse, da normo-dotata, non ho capito una sega e allora aiutatemi.
Come per le Olimpiadi, quando siamo a casa seguiamo le Paraolimpiadi in TV.
Come per le Olimpiadi, ne parliamo con amici e conoscenti, con stupore.
Eppure mentre per le Olimpiadi parlavamo principalmente di record raggiunti, di quante medaglie sono state prese dal singolo atleta o dalla singola nazione, dei gesti sportivi, qui finiamo per dire "Hai visto quello cosa ha fatto, in bici senza una gamba!", oppure "Forte quell'atleta a fare il salto in lungo con due protesi al carbonio!", ovvero finiamo per porre l'accento sulla disabilità e non sul traguardo che viene raggiunto (nonostante la disabilità).
Ma è questo il senso?
Oppure questi atleti forse corrono saltano e nuotano per andare oltre la disabilità e noi lì a ricordarla ogni volta?
Forse dovremmo fare lo stesso, superare questo nostro limite di normo-dotati e vedere oltre la disabilità, perderla di vista, applaudire il risultato sportivo le medaglie la sportività senza porre l'accento sulla disabilità stessa.
Credo sia questo lo scopo. O forse, da normo-dotata, non ho capito una sega e allora aiutatemi.
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