Giovane Ricercatore 1: "Ma come si fa a progettare un framework multimediale in Phyton!!?? Assurdo! Ma ti rendi conto?"
Giovane Ricercatore 2: "In effetti Phyton..."
...
ma parla' di topa no eh?
mercoledì 7 giugno 2017
giovedì 1 giugno 2017
La mia gita in Gorgona - secondo un undicenne
25/05/2017
Il 24 maggio mi sono alzato presto, ero assonnato ma allo
stesso tempo eccitato per la gita in Gorgona con la mia classe.
Il viaggio di andata è durato circa un’ora ed appena
siamo arrivati ho notato subito un’acqua splendente e un polpo bello grosso. La
nostra guida di nome M. ci ha fatto vedere un vecchio muro romano per
farci capire che l’isola era abitata, qualche minuto dopo siamo entrati nel
paese dei pescatori, precisamente allo spaccio dove io e la mia classe abbiamo
fatto un piccolo spuntino, lì vendevano la pizza fatta proprio dai carcerati e
altri cibi fatti sempre da loro, l’isola di Gorgona è un carcere.
Poco dopo la guida ci ha fatto vedere cala Martina, molto
bella per i miei gusti. Una volta visitata la cala ci siamo recati alla torre
dell’orologio che funziona come la meridiana poi al bosco dove abbiamo visto
carcerati che giravano per l’isola i quali sono quasi liberi, per andare nel
carcere della Gorgona devi avere già fatto due terzi della tua pena e devi
avere anche una buona condotta carceraria.
Poi ci siamo addentrati nel bosco dove c’era molto
silenzio e calma, dopo qualche ora di cammino M. ci ha fatto vedere una
pianta che c’è solo in questa isola, la pianta si trovava sopra uno strapiombo
mozzafiato.
Poi siamo andati al cimitero dove la guida ci ha fatto
leggere in particolare la lapide di Giovanni Citti con su scritto di porgere
una preghiera a lui il quale defunto è il padre di L. Citti una signora di
novanta anni la quale è l’unica persona che abita tutto l’anno in Gorgona e
M. ci ha raccontato che quando si fa il viaggio di ritorno Lei apre la
finestra e saluta.
Ma ora arriva il pezzo divertente della gita:
una mezzora prima di sbarcare quasi tutta la classe ha fatto il bagno l’acqua
era fredda ma ci si stava bene, poi siamo andati sugli scogli dove J. ha
tentato di ributtare un polpo in mare ma è successo qualcosa di inaspettato:
l’animale si è attaccato al braccio del mio amico e agitava la mano per cercare
di liberarsi e urlava aiutoooo! Alla fine il polpo si è liberato dal braccio di
J.
Al viaggio di ritorno si è salutato L. Citti. È
stata davvero una bella esperienza!!!!
FINE!
CIAO!
Gorgona: un'esperienza dei sensi
E' stato come incontrare un uomo fascinoso e non riuscire a toglierselo dalla testa per giorni.
Gorgona.
La sensazione di essere in un'isola fantastica, dove il blu del mare fa a gara col verde della macchia mediterranea, dove si sente il silenzio, dove i gabbiani sono davvero uccelli liberi a difesa del nido e non schiavi della spazzatura umana, dove gli aromi di numerose piante endemiche ti inebriano e dove il tatto della roccia fresca ti fa venire i brividi.
Poi, la sensazione di essere in un bosco di montagna, il fresco, l'ombra, il piccolo cimitero, la storia delle poche famiglie che risiedavano qui.
Il lavoro degli uomini che scontano la loro libertà alle vigne, all'orto, accudendo animali domestici.
I viottoli del paese con i ciottoli del mare, l'assenza di macchine, la sensazione di essere sempre più in alto della realtà.
Ho sperato, ad un certo punto, che una libecciata ci trattenesse lì per qualche giorno.
Partendo, dal traghetto, abbiamo salutato la signora Citti che con la mano faceva ciao dalla finestra di casa sua. E' lei l'unica vera amante segreta ancora vivente dell'isola.
Gorgona.
La sensazione di essere in un'isola fantastica, dove il blu del mare fa a gara col verde della macchia mediterranea, dove si sente il silenzio, dove i gabbiani sono davvero uccelli liberi a difesa del nido e non schiavi della spazzatura umana, dove gli aromi di numerose piante endemiche ti inebriano e dove il tatto della roccia fresca ti fa venire i brividi.
Poi, la sensazione di essere in un bosco di montagna, il fresco, l'ombra, il piccolo cimitero, la storia delle poche famiglie che risiedavano qui.
Il lavoro degli uomini che scontano la loro libertà alle vigne, all'orto, accudendo animali domestici.
I viottoli del paese con i ciottoli del mare, l'assenza di macchine, la sensazione di essere sempre più in alto della realtà.
Infine il bagno nell'acqua cristallina, la spiaggia piccola e semideserta.
Ho sperato, ad un certo punto, che una libecciata ci trattenesse lì per qualche giorno.
Partendo, dal traghetto, abbiamo salutato la signora Citti che con la mano faceva ciao dalla finestra di casa sua. E' lei l'unica vera amante segreta ancora vivente dell'isola.
mercoledì 31 maggio 2017
Rieccomi su Pantheon
La rivista dell'Ordine degli Ingegneri di Livorno. Per questo numero, eccomi qui.
martedì 23 maggio 2017
Perchè amo la mia città (anche se a volte la odio)
Ieri serata intima di Noi 4. Siamo andati a cena fuori alla Cantina Senese, siamo stati molto bene, era da anni che non ci andavo ed è tutto come prima, stessa atmosfera, qualche avvinazzato al banco di ingresso, buon cibo, ambiente caratteristico.
Dopo, piccola passeggiata in Borgo; passando davanti alla vetrina di Pesce Fresco Arte mi hanno colpito le creazioni, ma soprattutto il cartello sulla porta: "sono come le luci di Natale, ci sono ad intermittenza" o qualcosa di simile.
Ci siamo poi imbattuti in un barrino dove una decina di persone guardavano le corse delle moto, ed infine siamo andati in gelateria. Un signore stava seduto leggendo la Gazzetta, sorseggiando un macchiato, ma soprattutto spassandola dei passanti. In effetti ad un certo punto è entrato un ragazzo sui trenta in ciabatte ed abiti comodi, a bere qualcosa e fare due parole. Era certamente uscito di casa così come era: "Eh, ma se è inverno cosa ti metti" "Dé quello che trovo" ha risposto il giovane. Poi sono entrati due amici sulla ventina, uno secco ed uno grossotto. Il secco ha chiesto una vaschetta di gelato con sopra aggiunta di biscotti tritati in abbondanza "perchè la mamma del mio amico qui è incinta e cià le voglie". Non ci ha creduto nessuno, nemmeno l'amico grossotto in attesa di un presunto fratellino; ha pagato, senza dire una parola, ed è uscito. Anche lui era in ciabatte.
Voglio venire qui una mezz'ora al giorno, è terapeutico.
Dopo, piccola passeggiata in Borgo; passando davanti alla vetrina di Pesce Fresco Arte mi hanno colpito le creazioni, ma soprattutto il cartello sulla porta: "sono come le luci di Natale, ci sono ad intermittenza" o qualcosa di simile.
Ci siamo poi imbattuti in un barrino dove una decina di persone guardavano le corse delle moto, ed infine siamo andati in gelateria. Un signore stava seduto leggendo la Gazzetta, sorseggiando un macchiato, ma soprattutto spassandola dei passanti. In effetti ad un certo punto è entrato un ragazzo sui trenta in ciabatte ed abiti comodi, a bere qualcosa e fare due parole. Era certamente uscito di casa così come era: "Eh, ma se è inverno cosa ti metti" "Dé quello che trovo" ha risposto il giovane. Poi sono entrati due amici sulla ventina, uno secco ed uno grossotto. Il secco ha chiesto una vaschetta di gelato con sopra aggiunta di biscotti tritati in abbondanza "perchè la mamma del mio amico qui è incinta e cià le voglie". Non ci ha creduto nessuno, nemmeno l'amico grossotto in attesa di un presunto fratellino; ha pagato, senza dire una parola, ed è uscito. Anche lui era in ciabatte.
Voglio venire qui una mezz'ora al giorno, è terapeutico.
giovedì 18 maggio 2017
DOMANDONA di un tredicenne
"Mamma cosa vuol dire ragazze dal grilletto facile?"
Mumble muble
E adesso?
Mumble muble
E adesso?
mercoledì 3 maggio 2017
80 - 60
Non sono le mie misure (petto vita o fianchi vita).
Non è un limite di velocità.
E' la mia pressione di stamani: Massima 80, Minima 60.
"Mangi molta liquirizia".
Non è un limite di velocità.
E' la mia pressione di stamani: Massima 80, Minima 60.
"Mangi molta liquirizia".
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