Marito mette "Altrimenti ci arrabbiamo". Dopo 5 minuti dorme. Appena provo a cambiare canale si sveglia e mi fa "Che fai giri?", ed io rispondo "No no". Si riaddormenta.
Sicchè un si vede nulla nè io nè lui.
Ma almeno lui dorme.
Fine, sigla.
Marito mette "Altrimenti ci arrabbiamo". Dopo 5 minuti dorme. Appena provo a cambiare canale si sveglia e mi fa "Che fai giri?", ed io rispondo "No no". Si riaddormenta.
Sicchè un si vede nulla nè io nè lui.
Ma almeno lui dorme.
Fine, sigla.
Oggi a Livorno alle 6,21 c'è stato il terremoto. Marito è andato a pescare comunque.
"Vorrà dire" ha esclamato uscendo "che prenderò Godzilla che esce dalla voragine sottomarina"
Oggi come dice il titolo ho pranzato con Marito, il mio carissimo amico Gi e la eFFe.
Con Gi ci conosciamo dal 1990, non che questo basti, ma siamo veramente amici e veramente da molto tempo, per me Gi è una persona davvero speciale come poche al mondo. Con eFFe ci conosciamo da poco, però è una bravissima persona collega di Gi. Marito conosce entrambi,
Siamo andati in un posto carino da pausa pranzo, si mangia bene e si spende il giusto. Abbiamo parlato di parecchie cose e di alcune amenità, finché Gi ci ha raccontato che a causa di un dolore sotto la pianta del piede si è rivolto ad un podologo. Il podologo gli ha ordinato un plantare e suggerito un naturopata, che a sua volta ha consigliato una dieta e dei prodotti naturopati. Il mio amico Gi è molto preciso nelle descrizioni, nell'uso delle parole e nelle motivazioni. Grazie a lui ho migliorato molto il mio metodo di studio all'Università.
Comunque Marito ha ascoltato con attenzione per poi sentenziare così:
"Anche io ho avuto un dolore sotto la pianta del piede, per farmelo passare ho smesso di andare a gio'a a calcetto il giovedì".
Silenzio.
"E poi cosa è un naturista?"
Ecco, Marito e il mio amico Gi insieme sono un po' come Stanlio e Ollio o come Jerry Lewis e Dean Martin. Insomma ti fanno stare bene.
Più di un naturista.
Via giù, il 25 s'è fatto anche il primo bagno di stagione, che miglior modo di parlare di libertà non c'è, secondo me. In effetti era un po' diaccina, un ce la facevo nemmeno a dire "Boia" tanto mi s'era bloccato il fiato, però vuoi mettere? Quando sono uscita avevo quella sensazione di freschezza, vene varicose annientate, soddisfazione, che levati.
Ne è valsa la pena.
E arrivò il Mostro. Inutile fare finta di nulla perchè il Mostro, seppure invisibile, c'era, ovunque. E di fronte ai rischi di un'estate tra pareti di plexiglass, distanze e code per fare il bagno, la presenza di Barchetta divenne sempre più importante.
Non che Barchetta fosse mai stata abbandonata, o dimenticata, no assolutamente, ma quell'estate, l'Estate 2020, divenne davvero la protagonista.
Perché con Barchetta si poteva andare ovunque, lontano, senza problemi né restrizioni di sorta, ed era magnifico, liberatorio, rilassante.
Avete presente che dormite ci schiocco io in barca? Di velle colla bava sull'asciugamano, dé no. Di quelle che ti addormenti col rumore dell'acqua ed il brusio di altre persone che chiacchierano sui loro natanti, cullata dalle piccole onde.
E poi bada ganzo ho scoperto un'altra cosa, l'ancora galleggiante:
Serve a rallentare Barchetta mentre butti il granchio di plastica e cerchi di prendere un polpo, solo che quando l'hai preso, mentre lo tiri su, dovresti aver preparato il retino sennò quello ti fa il braccino con i suoi dieci tentacoli e si ributta di siusky in mare prima di farsi tirare su Barchetta.
Andiamo dal Voliani vai, si compra lì un bel polpo surgelato, le patate ce l'ho già.